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Domenica, 28 Novembre 2021
Cronaca

SCHEGGE di Antonio Carlo Ponti | Caso Suarez: Football, filosofia e piccolezze umane

La gloriosa Università per Stranieri di Perugia ancora una volta nella bufera. Dalla tragedia alla farsa. Dalla tenera Meredith, più che barbaramente stupidamente uccisa, alla cittadinanza di un calciatore milionario che se non mastica italiano non morde niente male, ed è scommetto invidiato da tutti coloro che hanno la dentiera. Del resto, quando c’è la Juventus  non ci si meraviglia, e lo dice impudicamente un tifoso del Toro. Perugia sulla bocca di tutti, come se si parlasse della “Perugina” (dal libro del compianto Giampaolo Gallo) o di quel mistero bottegaio chiamato Eurochocolate. 

La stampa scritta e la televisione si sono gettate fameliche, lo scandalo era molto ghiotto, e v’è fin troppo bisogno di vendere, dunque che cosa non si farebbe per qualche copia in più. Meno male che c’è l’invadente taumaturgica pubblicità. Paginate di carta e ore di video: l’uruguagio mordi e fuggi ma segna gol, vuol farsi italiano? E sia. Che problema c’è, non è mica un immigrato che è nato qui in Italia e parla italiano e dialetto meglio di un nativo. Si attivano le truppe dirigenziali juventine, si individua un Ateneo e les jeux sont faits, voilà! Ma cha onore si saran detto i vertici di Palazzo Gallenga, Gesù quanto ritorno promozionale ci sarà, e ne verranno a frotte di calciatori, non per imparare l’idioma di Dante e di Leopardi, ma per fare un esame a base di assist, goal, coach, manager, penalty, corner, dribbling. 

Ma 10 milioni a stagione, povero Luis Suarez, qui sta la vexata quaestio. Gira gira c’esta l’argent qui fait la guerre. Mi avvedo che sto usando troppi luoghi comuni e in lingua straniera, ma la satira ne ha di bisogno, me lo ha insegnato il mio sodale in poesia Gaio Fratini su cui sto scrivendo un libro. Certo gli illustri Rettori precedenti: il fondatore Astorre Lupattelli, Aldo Capitini, Carlo Sforza, Carlo Vischia, Salvatore Valitutti, Giorgio Spitella e gli altri e le altre si rivolteranno – per usare una locuzione nuova di zecca - nella tomba; e così il padre della Rettrice incauta e male consigliata: Marcello Grego (Pisino 1914-Perugia 2004), esule istriano, specchiato prof di
filosofia. 

Ma non ci si è messo di mezzo pure il Rettore, un po’ narciso, dello Studium Perusinum che dal 1307, anno di nascita, non si è mai impicciato di football? Lui ha telefonato al ds della Juventus, un certo Paratici, per congratularsi… e de ché? Seriamente, è vero che esistono da noi problemi molto più cogenti, ma questa l’è proprio grossa, perché è intrisa di supponenza, sudditanza, vanagloria (basta guardare il ballo in mascherina accanto al calciatore miracolato, tutti tronfi – si fa per dire - pancia in dentro e petto in fuori). La cosa è grave ma non seria, avrebbe detto Ennio Flaiano, grande amico di Gaio, che ci avrebbe ricavato un epigramma al fulmicotone. 

E lo sapete dove avvenne il misfatto etnico-agonistico- filologico-linguistico-calcistico? A Villa Colombella, dove la filosofa Marianna Florenzi (1802-1870), autrice di un ottimo “Saggio sulla natura”, faceva l’amore con il re Ludwig di Baviera che scendeva in Umbria in carrozza polverosa tre-quattro volte all’anno per fornicare e poltrire fra le braccia di lei. Qui invece Luis Suarez ci ha impiegato dicono 23 minuti primi a superare l’esame truffaldino. Una sveltina.

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