Sindacati contro la "vecchia" Gesenu: "Servono nuovi imprenditori e più pubblico"

Cgil, Cisl e Uil hanno chiesto alla Regione l’immediata convocazione di un tavolo per riprogettare un piano regionale di smaltimento rifiuti che veda al centro il ruolo fondamentale del pubblico

Si torna a parlare di Gesenu e della vicenda che ha colpito l'azienda, dopo l'inchiesta aperta dalla procura di Perugia e l'interdittiva antimafia emessa dal Prefetto nei giorni scorsi. Ad esprimere profonda preoccupazione per le sorti della partecipata dal Comune di Perugia, questa volta sono Cgil, Cisl e Uil, confermando comunque la loro “totale fiducia nella magistratura.

I tre sindacati hanno così chiesto “il superamento dell’attuale assetto societario, con l’ingresso di nuovi soggetti imprenditoriali e, soprattutto, un vero ruolo del pubblico di garanzia e controllo”. “È bene che al più presto – hanno affermato Cgil, Cisl e Uil - si faccia pulizia e chiarezza sulle responsabilità, per garantire la continuità del servizio e dell’occupazione, respingendo in blocco l’idea che possano essere imputate colpe ai lavoratori che, con sacrificio e serietà, hanno garantito un servizio efficiente tra mille difficoltà”.

Ma non finisce qui l'intervento dei tre sindacati che affermano inoltre: “Al tempo stesso va resa subito operativa l’Auri (Autorità umbra per i rifiuti e le risorse idriche), superando l’attuale frammentazione dei processi di gestione e riducendo drasticamente il numero imprese operanti nel settore (attualmente 36 in Umbria), per produrre economie di scala e garantire un servizio di qualità, omogeneo anche nelle tariffe, su tutto il territorio regionale”.

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Cgil, Cisl e Uil tornano a chiedere dunque alla Regione l’immediata convocazione di un tavolo per riprogettare un piano regionale di smaltimento rifiuti che veda al centro il ruolo fondamentale del pubblico, a garanzie di una filiera di qualità e del rispetto dell’ambiente.

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