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INVIATO CITTADINO Scale mobili del Pellini, tutto bene… ma sentirete che correnti e quanti schizzi d'acqua beccherete!

Scale mobili del Pellini, tutto bene, ma… sentirete le correnti d’aria e gli schizzi d’acqua che beccherete. “Estetica adeguata (a parte il mosaico di Monella da restaurare), ma qualche osservazione va fatta sulla funzionalità”, dice un utente. Fra le criticità ne viene segnalata una da parte di più lettori.

Come mai, così spesso, la scala da “mobile” diventa immobile? “Non si comprende come mai, così spesso, quella scala mobile diventi “immobile”. E, con preoccupante frequenza, proprio la parte a salire. Imponendo agli utenti terribili scalate”. 

C’è stato chi, come l’indimenticabile amico Lucio Manna, ne ha fatto materia di satira e umorismo grafico[ La scala (Im)mobile del Pellini non riapre: c’è chi la butta in satira (perugiatoday.it) ].

“Quando si disabilita un motore, non si può invertire il senso di quella attiva privilegiando il movimento in salita? Ma questo, inspiegabilmente, non accade. È certamente faticoso salire, mentre per la discesa c’è la comoda scala pedonale, con tanto di corrimano”.

La circostanza è stata segnalata in un nostro precedente servizio. Ci è stato risposto che si tratta di effettuare prove. Quasi che, con tutto il tempo che c’è voluto, ci fossero ancora da verificare e risolvere problemi di sicurezza. Ci auguriamo proprio di no. È accaduto anche ieri mattina: una paralisi completa. “Stamattina scale IMMOBILI in entrambi i sensi”, scrive in un post su social l’artista fotografo Franco Prevignano. C’è da crederci. Lui abita poco sotto e ci si confronta ogni mattina.

Blocchi a parte. Il punto di frizione è riferito al fatto che i prospetti laterali della scala siano stati lasciati aperti, ossia non più protetti dalle lastre di vetro o plexiglas. Si dice: “Non si capisce la logica seguita nel voler lasciare aperte le fasce laterali. Evidentemente, si voleva permettere la circolazione di aria, specialmente nei mesi estivi, quando il sole picchia forte”. E d’inverno?

Prima osservazione: la pioggia che entra. “Non si è però considerato che, in caso di pioggia a vento, le scale si bagneranno creando situazione di potenziale scivolamento a carico degli utenti”.

Seconda osservazione: il vento che pela. “Solo chi non conosce la borea perugina poteva pensare di lasciare aperti i laterali”. Impossibile dimenticare che il libro più bello di Walter Binni racconta la tramontana come caratteristica tutta perugina”. E non solo a Porta Sole.

Quale la possibile soluzione? Si dice: “La soluzione più adatta poteva essere quella di una chiusura parziale”.

 “Parziale”, in che senso? “Diciamo fino al piegamento dei montanti della copertura, in modo da lasciare circolare l'aria e nel contempo salvare le scale dalla pioggia e le nostre teste dal vento”. Suggerimento da raccogliere. Anche se non manca chi commenta con la vecchia frase: “La montagna ha partorito un topolino”.

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