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Il Personaggio: Augusto Lemmi, il sarto perugino che veste la City di Londra e gli Usa

Il principe dei sarti perugini trasferisce il proprio atelier da via Fanti a via Marconi. Prova di coraggio di un brillante ottantaseienne che ha fatto la gavetta dall’età di otto anni

Augusto Lemmi, principe dei sarti perugini, trasferisce il proprio atelier da via Fanti a via Marconi. Prova di coraggio di un brillante ottantaseienne che ha fatto la gavetta dall’età di otto anni. E che porta egregiamente la sua età, lavorando alacremente al taglio e alla realizzazione di impeccabili completi: unici e realizzati su misura. Coadiuvato da lavoranti specializzati che coordina con autorevolezza. “Ero un bambino – ricorda -  e facevo chilometri e piedi per andare a imparare il mestiere. Erano tempi difficili, dopo la crisi del primo conflitto, e una gran voglia di emergere. La bicicletta era un lusso e me la facevo prestare”. E “l sòr Augusto” è emerso alla grande, se è vero che tuttora è sarto di fiducia di importanti personaggi del jet set (non ne farà mai i nomi), serve personalità della City londinese e non ha imbarazzo a salire in aereo per prendere le misure a uno sposo in California. Da apprendista e poi giovane lavorante, prima dei vent’anni realizza il sogno di mettersi in proprio, in corso Vannucci, attirando il fior della clientela, disposta a scegliere e a spendere.

Il boom delle sue camicie e dei vestiti su misura lo fa conoscere in Italia e nel mondo. Al suo atelier si trovano cravatte originali di sua produzione, scarpe, gemelli, calzini: tutto quello che occorre per l’uomo elegante. E la miglior pubblicità dei suoi prodotti è lui stesso, che veste in modo inappuntabile in ogni dettaglio del suo abbigliamento (foto). È decisamente l’arbiter elegantiarum della civitas perusina. È, a suo modo, un artista. Ama l’arte e il bello: possiede, infatti, una delle più preziose collezioni di pittura dei contemporanei (“alcuni ne ho comprati, altri provengono da scambi con gli artisti”, ricorda). Tiene le opere più belle in negozio e in laboratorio, dove passa la giornata, instancabile e devoto a Sant’Omobono, protettore dei sartori. Ora ha deciso di spostare la sartoria in via Marconi, dove finora è stata la camiceria. “Lo scopo – dichiara – è quello di concentrare là il ‘su misura’: camicie, abiti, panciotti e paletot”. Da Lemmi esce vestito alla perfezione anche chi ha qualche limitazione fisica, nel senso che il ‘su misura’ di Lemmi è perfettamente tarato, appunto, sulle specifiche caratteristiche del cliente.

È uno di quei sarti che, volendo far ‘buttar’ bene il pantalone, chiede al cliente: “Scusi, Lei dove lo porta?”. I suoi abiti (anche il rigato e il principe di Galles) sono perfetti: righe e quadri combaciano alla perfezione. Frutto di un taglio da maestro. Nell’attuale sede di via Fanti resterà il pronto e accessori per uomo e donna. E Augusto Lemmi, a 86 anni, continuerà imperterrito la sua avventura, perché, dice: “Ho ancora voglia di lavorare!”.

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