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La task-force Umbria richiama i "sanitari" ancora non vaccinati: chi dice no rischia di stare a casa senza stipendio

L'analisi delle liste dei dipendenti con quelle dei vaccini somministrati da gennaio ad oggi. Ora gli addetti sanitari non vax devono uscire allo scoperto per evitare nuovi contagi in ospedali e inm Rsa

La task-force regionale dell'Umbria anti-covid, dopo il nuovo Decreto post-Pasqua del Governo Draghi, si è gia messa al lavoro per capire quanti e chi tra gli addetti sanitari non hanno risposto all'appello alla vaccinazione invia prioritaria - scattata per loro da inizio gennaio -  per chi opera  nelle vari strutture sanitarie, Rsa, ospedali e ambulatori.

Una volta individuati saranno richiamati direttamente dalle varie direzioni di appartenenza per dichiarare ufficialmente se aderiscono oppure no alla campagna di vaccinazione. Se si opterà per il sì allora saranno inseriti in uno speciale piano di recupero dei vaccini. Ma l'importante ora è capire chi non vuole essere vaccinato perchè rappresenta, con il nuovo Decreto un pericolo reale per la diffusione del contagio, e quindi va messo in condizioni di non nuocere.

Come? Il decreto parla chiaro: "Il lavoratore che rifiuterà di vaccinarsi potrà essere adibito (ove possibile) ad altre mansioni che non comportino rischi di diffusione del contagio. Altrimenti sarà sospeso senza retribuzione". Tradotto chi rifiuta non sarà licenziato ma mandato in altro reparto o struttura, molto probabilmente a svolgere anche ruoli professionali inferiori e diversi rispetto a quelli fino ad oggi conquistati nel corso della carriera. Ove questo non è possibile saranno spediti a casa ma a stipendio zero. Ma non per sempre: il decreto prevede un blocco fino alla fine dell'anno.

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