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Eccellenze umbre - Dall'Inghilterra a Branca per recuperare la salute, la bella storia di Lisa

In Gran Bretagna le avevano dato delle vitamine, all'ospedale di Branca le scoprono un tumore benigno, la operano e 24 ore dopo è a casa. La lettera con cui dice grazie

Una storia di buona sanità che esalta come eccellenza i professionisti che lavorano in Umbria, anche in piccoli centri ospedalieri come quello di Branca, soprattutto se rapportato ad un ospedale inglese.

Una coppia di coniugi inglesi, Roger e Lisa, vivono in Umbria, hanno scelto di lavorare nel cuore verde d’Italia. Un giorno la signora inizia a stare male: dolori ossei, stanchezza, disturbi dell’umore. Si reca in Inghilterra e si sottopone ad alcune visite. Viene ricoverata e, alla fine, dimessa con una cura di vitamine.

Tornata in Umbria, però, la signora continua a stare male. Fino a quando il marito non la accompagna al Pronto soccorso di Branca. Lì c’è il dottor Lorenzo Silivestro che si insospettisce nel vedere i valori delle analisi completamente sballati.

Così decide di chiamare il collega endocrinologo, il dottor Vincenzo Ariete, e di mandare la signora ad approfondire con una visita ulteriore. Il dottor Ariete visita la donna, concorda nell'analisi con il collega, nota qualcosa che non va, si consulta con il primario Stefano Radicchia (responsabile del Pronto soccorso e della Struttura complessa di medicina, cui afferisce l’ambulatorio di endocrinologia) e decidono di sottoporre la paziente ad una visita, con ecografia, a Medicina nucleare di Perugia, con il dottor Salvatore Messina.

Il responso è quello di un adenoma tiroideo, un tumore benigno, da asportare immediatamente.

La donna viene operata a Branca, dal primari chirurgo Enzo Passeri, che utilizza una tecnica innovativa e particolare, che pochi ospedali utilizzano. In ventiquattro ore il paziente è in piedi e può tornare a casa, con una convalescenza minima e un immediato benessere.

E così è stato per la signora che ha voluto ringraziare tutti quanti si sono adoperati per la sua salute, facendo recapitare un biglietto all’ospedale di Branca: “Dal profondo del mio cuore, grazie per la cura e il dono della buona salute”. La testimonianza di come si sia trovata molto bene nelle mani del personale ospedaliero e di come la sanità umbra sia riuscita, al contrario di quella inglese, a farla star bene.

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