Sanità, il Governo "congela" la riforma umbra: "Niente di compromesso"

Il Consiglio dei Ministri ha impugnato il testo della sanità umbra. Diverse le osservazioni. A Perugiatoday.it Tomassoni spiega i futuri passaggi e spiega che non sarà stravolto il testo

La Riforma sanitaria dell'Umbria è stata impugnata e quindi congelata per il momento dal Consiglio dei Ministri del Governo Monti dopo le osservazioni su alcuni punti dei tecnici dei ministeri della Salute e dell'Economia. Ma quello che più sorprende sono i punti "contestati" tutti marginali e in teoria in linea con le politiche di risparmio del Governo stesso. Paradossalmente il passaggio da 5 a 3 membri fatto dalla Regione è considerato troppo restrittivo dal Governo. E l'obbligo massimo di 10 anni di mandato dei Direttori Generali sempre voluto dalla riforma umbra, è considerato non conforme dato che nelle leggi non ci sono limiti. Insomma troppo restrittiva.

Ma ora cosa accade? "Niente di grave" ha spiegato a Perugiatoday.it l'assessore alla sanità Franco Tomassoni "Sono tutte piccole osservazioni che non vanno a stravolgere l'impianto della riforma incentrata sul mantenimento dei servizi e le ragioni di bilanci che proprio il Governo ha impoverito con dei tagli molto pesanti. Sono tutte accoglibili".

L'assessore spiega che basteranno dei passaggi formali per recepire le indicazioni dei ministeri: "Tra l'altro era un atto già all'ordine del giorno dato che ci sono altri contenuti da inserire nella riforma che riguardano il decreto Balduzzi entrato in vigore dopo la nostra approvazione a novembre". E sulla decisioni delle future sedi delle Aziende sanitarie - una a Perugia e l'altra combattuta tra Foligno, Terni ma anche in parte da Città di Castello - ammette che "si prenderà una decisione soltanto in primavera". 

I PUNTI DELLA DISCORDIA DELLA RIFORMA CON LE INDICAZIONI DEL MINISTERO

Per quanto riguarda la costituzione del Collegio sindacale dei revisori dei conti (art.22),  ridotto da cinque a tre membri con la riforma  (di cui 1 di nomina statale),  è stata evidenziata la necessità di modificare, in accordo con la normativa statale di riferimento, la composizione dell'organismo.

Tra le osservazioni sollevate dal Governo alcune sono relative alla nomina,  verifica dei risultati,   decadenza o  revoca  dei Direttori  generali (art. 16, 19 e 20) ed alla  disciplina della figura del Direttore del dipartimento di prevenzione da "conferire ai direttori di struttura complessa del dipartimento" (art.32, comma 1).

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In particolare, tra le osservazioni del Ministero della Salute quella riguardante l'accorpamento delle funzioni di Direttore sanitario e di dirigente medico di presidio ospedaliero anche per gli  ospedali non costituiti in Aziende ospedaliere (articolo 30, comma 1), su cui permangono però perplessità da parte della Regione Umbria. 

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