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Femminicidio, Christian ha premeditato tutto: ha aspettato il giorno libero di Alexandra

La ricostruzione dei Carabinieri propende ad un massacro pensato e portato avanti con lucida freddezza anche dopo le chiamate e gli sms degli amici che nella notte hanno cercato di rintracciarlo e fermarlo

Tutti gli elementi, raccolti dai Carabinieri, portano ad un lucido e folle progetto pensato da giorni: Christian Rigucci ha aspettato lunedì sera - 14 ottobre - per "portare via con sé" la povera Alexandra Buffetti. Una premeditazione che emerge da tre elementi su tutti: il caricatore della pistola rigorosamente carico, la lettera alla famiglia con una spiegazione di quello che accadrà ritrovata dalla madre del killer alle 22,30 e l'azione decisa proprio di lunedì. Christian sapeva che era il giorno libero di Alexandra che lavorava in un pub a San Sepolcro. Non è stato dunque un litigio finito in tragedia ma un'azione decisa e terribile. Un chiaro femminicidio in piena regola.

Si parla di un litigio intorno alle 20 del giorno del massacro tra i due ex fidanzati: forse Alexandra, aprendo la porta dell'abitazione, era convinta che Christian era arrivata da lei per chiarire: al massimo per chiederle ancora una volta di ritornare insieme. Ma invece la pistola è spuntata nel soggiorno: tre colpi contro la povera 26enne e poi il proiettile alla testa del killer. Oggi - il 16 ottobre - sarà effettuata l'autopsia per confermare una ricostruzione che ormai sembra chiara. 

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