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San Francesco, al via le celebrazioni ad Assisi. Gambetti: "Vogliamo una società fraterna. La cura dell'altro abbia il primato"

Alla presenza del presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, la solenne messa nella Basilica superiore

Sono entrate nel vivo le celebrazioni per san Francesco patrono d'Italia. Ieri, 3 ottobre, la visita di papa Bergoglio ad Assisi, culminata con la firma della sua terza enciclica, Fratelli Tutti, la prima firmata fuori dalle mura di Roma. 

Oggi le celebrazioni solenni nella Basilica superiore alla presenza del presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, e del ministro degli Esteri, Luigi Di Maio. 

Ad offrire l'olio per la lampada di san Francesco quest'anno, le Marche. Alla regione, così legata all'Umbria con cui condivide il destino di ripartenza dopo il terremoto del 2016, e ai suoi abitanti è andato il pensiero del custode del Sacro Convento, Mauro Gambetti.

"Siamo riuniti per celebrare il rendimento di grazie e per invocare grazia per l’Italia e il mondo intero. Quest’anno, lo facciamo nel segno delle Marche, una terra meravigliosa contraddistinta dal dolce ritmo delle sue colline e dalla laboriosità e dalla fierezza della popolazione. Una regione generosa, capace di proporre ancora oggi un eccellente modello economico-imprenditoriale fortemente radicato nel territorio e volano di socialità. Le fondamenta del “carattere collettivo” che lo caratterizzano si sono forgiate nel tempo. (...) Quello marchigiano può essere un modello per l’Italia che vuole rinascere, ma non sarà sufficiente, come gli stessi cittadini delle Marche sperimentano nei loro territori. Viviamo infatti in una comunità globale. Siamo tutti su una barca che potrà restare a galla con alcuni accorgimenti, ma che è ancora senza un timone e non sa dove andare. Questo nostro mondo è in balia delle onde della globalizzazione selvaggia e dei nazionalismi irrazionali. Se vogliamo preparare il futuro, occorre anche guardare lontano.

Ieri Papa Francesco ha firmato sulla Tomba del Poverello la sua terza enciclica: Fratelli tutti. Un dono immenso che addita la linea di orizzonte, l’approdo sicuro e felice per l’umanità. La fraternità è l’humus esistenziale che, come il grembo di una madre, custodisce, nutre ed orienta la nascita. Pensare l’economia e l’ecologia, i rapporti internazionali e quelli interni, le leggi e l’educazione, l’infosfera e il digitale, l’impresa e il commercio, la sanità e lo sport… nell’orizzonte dell’umanesimo fraterno è la sfida di oggi per il domani ed è uno spartiacque. Non c’è più spazio per forme di compromesso nel tempo della comunità globale: o con i fratelli o contro i fratelli. 

Come il Papa ci insegna, noi guardiamo con gli occhi di Francesco d’Assisi all’umano rivelato e compiuto in Cristo, vero fratello di tutti, amore totale e ‘infinitivo’ per ciascuno; e vogliamo una società fraterna, nella quale il primato è riservato alla cura dell’altro, al dono reciproco e allo sviluppo intelligente.

Questa la via del futuro. Insieme. Fratelli tutti! San Francesco interceda per il nostro popolo!

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