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Sale la preoccupazione per i tagli alla Perugina, imprenditori e artigiani: "Impatto devastante all'economia locale"

Sale forte la preoccupazione sul futuro produttivo e sulla qualità dello stabilimento della Perugina di San Sisto. Gli esuberi sono ormai confermati dalla multinazionale. I sindacati sono sul piede di guerra. Comune e Regione cercano di fare pressione sulla Nestlè e sul Governo per un accordo che salvi il salvabile. Ma se trema la Perugina, trema anche tutto l'indotto e il mondo produttivo perugino. Infatti  Confcommercio, Cna e Confartigianato Umbria hanno in maniera unitaria ribadito che il taglio dei posti di lavoro alla Nestlè andrebbe a colpie impoverendo tutto il territorio.

"La perdita di tanti posti di lavoro avrebbe un impatto devastante non solo sulle tante famiglie direttamente coinvolte, ma sull’intera comunità e su tutta l’economia del territorio. Ora che iniziano a spirare venti di ripresa è necessario uno sforzo comune per fare in modo che la crescita torni a interessare tutti. La strada da fare per tornare ai livelli pre-crisi è tanta: partiamo dalla salvaguardia di quello che c’è, consapevoli però che dobbiamo cominciare a progettare quello che ancora manca a Perugia e all’Umbria”.

Dovranno essere messe in campo – sostengono le tre associazioni delle imprese del commercio e dell’artigianato – tutte le misure necessarie a salvaguardare i tanti posti di lavoro a rischio. L’Umbria, già prostrata da tante altre situazioni di criticità, non può pensare di perdere un pezzo così importante della sua storia economica, con un marchio che rappresenta molto non solo per il capoluogo di cui porta il nome".

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