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Le parole del cardinale Ravasi e l'arte di Lorenzo Fonda si incontrano alla Sala dei Notari

Un grande personaggio, un religioso dotato di una grande forza comunicativa. Oltre a una capacità esegetica rara e capace di penetrare gli aspetti più profondi del messaggio cristiano. In Sala dei Notari, il cardinale Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio Consiglio della Cultura,  ha parlato del  Discorso della Montagna. Un messaggio  che Gesù rivolse non solo ai suoi discepoli ma ad una moltitudine di persone lì riunite per ascoltarne la parola.

Ravasi non ha esitato a definire questo passo del Vangelo di Matteo come “il più grande discorso all’umanità di ogni tempo”. Peraltro, le Beatitudini sono state affrontate in una sua recente pubblicazione. Il pubblico ha apprezzato le sue parole chiare e penetranti.

Il cardinale ha ricordato che la felicità, componente essenziale del vivere umano, non va confusa col piacere, ma va vista in una chiave complessiva che sintetizza la dimensione fisica con l’essenza morale e spirituale della persona. Occorre, dunque, superare una visione consumistica e immediata. Perché anche l’eros  contempla la dimensione della tenerezza e dell’amore profondo.

Poi una parola chiara sull’aspetto paradossale e provocatorio delle Beatitudini. È necessario metter al centro i poveri e i miti: questo il senso del messaggio. Occorre attenzione per un’umanità che procede con fatica e sofferenza nel percorso dell’esistenza. A completare la scena, hanno ottimamente figurato due opere pittoriche di grandi dimensioni, collocate ai lati del tavolo. Lavori sinceramente apprezzati dal cardinale. Autore: il nostro Lorenzo Fonda, pittore capace di spaziare su temi di carattere sacro con inusuale solennità.

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