Camionisti "infedeli" sotto processo, facevano sparire i maiali che trasportavano e li rivendevano

Sono accusati di furto. Nei guai per ricettazione due persone che hanno acquistato i suini rubati

Trasportavano suini per conto di una ditta, ma non ne scaricavano quanti ne avevano caricati alla partenza. Secondo la Procura di Perugia li avrebbero venduti a 100 euro l’uno. Le aziende che avevano acquistato i maiali, però, li contavano al momento dello scarico dal camion ed è stato facile accorgersi dell’ammanco.

E con l’accusa di furto sono finiti sotto processo due camionisti in quanto “profittando della relazione di dipendente della ditta … autotrasporti (svolgendo le mansioni di autista) al fine di procurarsi un profitto, si impossessava di 4 suini che stava trasportando per conto della ditta …, vendendoli a … per un importo complessivo di 400 euro, in tal modo sottraendoli” al datore di lavoro. Questo tra il 27 e il 29 maggio del 2014.

In precedenza, però, il 25 maggio del 2014 sarebbe sparito un altro maiale ad opera di un altro dipendente, venduto a 100 euro sempre ai medesimi acquirenti.

I quali sono accusati di ricettazione perché “al fine di procurarsi un profitto, acquistavano o ricevevano complessivamente 5 suini che acquistavano” dai due trasportatori “al prezzo di 100 euro cadauno, provento” di furto come da denuncia.

I due camionisti sono difesi dall’avvocato Luigi Rotunno, mentre i due acquirenti dagli avvocati Gianni Zaganelli e Fabrizio Castevecchi.

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