Ruba un paio di pantaloni in un grande magazzino, il giudice lo assolve

Ritenuta la "particolare tenuità del fatto" dopo che il capo d'abbigliamento è stato recuperato

Ruba un paio di pantaloni in un grande magazzino, ma il valore è così basso che il giudice lo assolve.

L’uomo, straniero con un solo precedente per ingresso illegale in Italia, era entrato in un grande negozio alla periferia di Perugia. Si era diretto al reparto jeans, ne aveva provato un paio e poi aveva tentato di oltrepassare le casse senza pagare il capo d’abbigliamento, ma neanche senza staccare la placca antitaccheggio.

Era scattato l’allarme e l’uomo era stato fermato e denunciato a piede libero per furto. Valore dei pantalone, restituiti al personale del negozio, trenta euro.

Dopo un po’ di tempo era arrivata la citazione diretta a giudizio, l’apertura del processo, l’audizione dei testimoni, cioè commesse, vigilanza e forze dell’ordine intervenute. Poi la discussione, con richiesta del difensore, l’avvocato Ilaria Iannucci, di assoluzione per “particolare tenuità del fatto”.

Il giudice, dopo una lunga camera di consiglio, ha deciso per l’assoluzione. Alla fine, quindi, è costato molto di più fare il processo che il valore dei pantaloni.

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