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Cronaca

PONTE SAN GIOVANNI Tracchegiani vorrebbe il cippo di via dei Loggi al centro della rotatoria

Il consigliere comunale di Forza Italia Tracchegiani rimprovera alla Giunta una scarsa coerenza col Consiglio comunale

Il consigliere Antonio Tracchegiani insiste: al centro della rotatoria, intestata al nome e alla memoria dell’ingegner Alfonso Scandellari, non doveva starci quella scultura di Arzilli, ma il cippo della Strada dei Loggi (un elemento intorno al quale fiorì una discussione tra chi lo voleva legato alla Marcia su Roma e chi lo riteneva una semplice indicazione stradale, quindi estranea alla storia del movimento e del partito fascista).

Come sia, c’è chi osserva che quella scultura, evocante il mondo etrusco, non è ancora finita e si è avuta fretta di inaugurarla: tanto che i grifi metallici, non ancora fissati, sono stati tolti per timore che qualcuno facesse il brutto scherzo di portarseli a casa. Tracchegiani è perentorio: “Il braccio di ferro ha finito col delegittimare il consiglio comunale di Perugia, che rimane pur sempre espressione del popolo e organo composto da esponenti eletti dai cittadini”.

Quale la conclusione, intinta nel curaro? “I consiglieri non contano nulla e le loro decisioni vengono vanificate: è questa la conferma della decadenza politica dei rappresentanti del popolo”. Dunque, qualcuno l’ha fatta in barba alla democrazia: “È tutta una farsa, con i rappresentanti dei cittadini che non hanno mai deciso veramente nulla”. Nostalgia? Amore per la storia di un popolo? Antonio Tracchegiani non usa mezzi termini e non cela le proprie idee, insistendo sul valore dei simboli: “I simboli, anche quelli indicativi come l’antico cippo posto all’inizio di via dei Loggi, lì da un secolo prima che sorgesse la rotatoria, sono la storia e la testimonianza di un passato intriso di ideali e opinioni che non torneranno più, ma non per questo meno importanti o da dimenticare”.

Tracchegiani rimprovera alla Giunta una scarsa coerenza col Consiglio comunale, ricordando che questo “si è espresso favorevolmente riguardo alla collocazione dell’antico cippo stradale al centro della rotatoria, anche in esecuzione di quanto suggerito dal D. Leg. 42/2004 sulla valorizzazione dei beni culturali”. Insomma, sarebbe la giunta a non essere in sintonia coi deliberati del Consiglio, scavalcato e annichilito.

Conclude la nota polemica: “Quando certi amministratori adottano metodi antidemocratici e decisionisti, quando utilizzano le associazioni a proprio uso e consumo, e quando tutto questo meccanismo è finalizzato al mero ottenimento di qualche voto in più, allora siamo di fronte alla moderna morte della democrazia”. Non manca una frecciatina finale in cui si recupera l’epiteto, ironico e spregiativo, che un noto critico d’arte rivolge all’indirizzo di coloro che giudica degli ignoranti patentati.

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