Venerdì, 19 Luglio 2024
Cronaca

Irrompe di notte in casa della ex e le rompe il naso: "Con chi eri? Devi rispondere al telefono"

Sotto processo un 31enne: è accusato di maltrattamenti, violazione di domicilio e lesioni aggravate

Irrompe di notte a casa della ex, le rompe il naso e fugge prima che arrivino le forze dell’ordine.

Un 31enne marocchino, difeso dall’avvocato Gaetano Figoli, è finito davanti al giudice per rispondere delle accuse di maltrattamenti e lesioni aggravate “perché spesso in stato di alterazione alcolica , con reiterate condotte di violenza, di minaccia e di ingiuria poste in essere nei confronti della compagna anche dopo l’interruzione della relazione sentimentale, maltrattava la donna, offendendone il decoro e la dignità, ponendola in uno stato di sofferenza morale e psichica”.

La Procura contesta all’uomo una lunga serie di aggressioni a calci e pugni, come nel caso di quella avvenuta “nei pressi della piscina Pellini, dove la donna all’arrivo di una pattuglia dei Carabinieri veniva rinvenuta a terra con il volto completamente tumefatto”.

In più occasioni il 31enne si sarebbe introdotto “anche di notte, nella casa della ex compagna contro la sua volontà” e dopo “averla immobilizzata contro una parte” le avrebbe “strappato con violenza i capelli rimproverandola che non le rispondeva al cellulare”.

Siccome la donna “aveva contattato le forze dell’ordine” l’avrebbe afferrata “al collo stringendola con entrambe le mani, così da causarle un annebbiamento alla vista e delle difficoltà respiratorie”. All’arrivo di una pattuglia della Polizia, inoltre, “la schiaffeggiava per poi darsi alla fuga”.

Contestate le continue molestie telefoniche per “sapere dove si trovasse e con chi fosse” e i pedinamenti e le aggressioni davanti a discoteche e locali, “mentre la donna tentava di salire in macchina, strappandole con forza i capelli ed insultandola con frasi del tipo ‘put…’, ‘bastarda’, poi le sferrava calci e pugni sulla pancia, sul fianco destro e sul labbro superiore”.

L’uomo si sarebbe presentato più volte “presso l’abitazione della ex compagna, citofonando insistentemente” e le “inviava continui sms anche durante la stesura della querela e nei giorni successivi”.

Episodi che sarebbero avvenuti tra l’ottobre del 2017 e il maggio del 2019.

Contestate anche le lesioni aggravate perché nel corso delle varie aggressioni avrebbe provocato alla donna una “cervicalgia post traumatica e una abrasione al gomito destro”, ferite giudicate guaribili in 10 giorni. Aggressione avvenuta il 10 aprile del 2019.

Più grave l’episodio del 29 ottobre del 2019, quando l’uomo avrebbe provocato un “trauma facciale, cefalea, vertigini e contusioni multiple” giudicate guaribili in 10 giorni, ma che poi costringevano la donna a tornare in Ecuador per sottoporsi a un intervento per la ricostruzione del setto nasale.

L’imputato deve rispondere anche dell’accusa di violazione di domicilio.

La donna, una 45enne sudamericana, si è costituita parte civile tramite l’avvocato Donatella Donati.

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