Omicidio Polizzi, il killer scarcerato per scadenza dei termini. La famiglia e gli amici: "Alex ucciso due volte"

I familiari, insieme alla fidanzata Julia Tosti e agli amici del Ponte a Roma davanti la Cassazione per protestare contro la libertà per Riccardo Menenti

Un killer è fuori dalla cella nonostante una condanna all'ergastolo; due genitori si trovano in piazza davanti ad un tribunale, per la precisione la massima istituzione della giustizia italiana con sede a Roma, con tanto di fotografie drammatiche dove è immortalato mentre giace a terra in una pozza di sangue il loro figlio 20enne; istantanee scattate a poche ore dalla barbara esecuzione. 

Quel ragazzo si chiamava Alessandro Polizzi. Un ragazzo che a distanza di sette anni è stato ucciso due volte: la prima volta da Riccardo Menenti; la seconda volta dalla lentezza della macchina della giustizia italiana che ha fatto scadere i tempi previsti per legge. 

La famiglia Polizzi è disperata e chiede di avere giustizia per Alex. Lo fa insieme a tanti amici e a Julia Tosti viva per miracolo dopo il raid del Menenti. «È vergognoso. Voglio sapere perché l'assassino di mio figlio è fuori essere stato condannato all'ergastolo»: ha detto ai giornalisti Daniela Ricci, mamma di Alessandro.

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«È fuori, è uscito e potrebbe tranquillamente uccidere di nuovo, potrebbe rifarlo», ha gridato disperato Francesco Polizzi, il fratello piccolo della vittima «È stato terribile. Lo ha colpito quando era già morto, crudele, brutale, e ora è libero. Finora non abbiamo mai manifestato, il nostro dolore lo abbiamo tenuto per noi, ma ora l'indignazione è troppo grande». Julia Tosti. ha ribadito che "con la scarcerazione dell'assassino Alex è stato ucciso due volte. Noi vogliamo giustizia per lui". Intanto Riccardo Menenti è fuori dalla cella e il figlio, anche lui condannato ma a 16 anni, pure. L'unico che sta pagando, senza diritto di un ritono, è l'innocente Alessandro. 

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