Cronaca

Omicidio a Roma, uccide la madre con una fiocina e brucia appartamento: la vittima era originaria di Gubbio

Manuela Fiorucci, ex dipendente della Asl, è stata uccisa dal figlio William Leo che, dopo l'omicidio ha tentato il suicidio

Era originaria di Gubbio, ma da tanti anni ormai a Roma per motivi di lavoro e famiglia, Manuela Fiorucci, uccisa nella Capitale, nella zona del Tintoretto, dal figlio 37enne William Leo, che le ha sparato un colpo mortale con una fiocina, dando poi fuoco all'appartamento al civico 148 in via di Grotte dell'Arcaccio nel quale vivevano insieme. Quindi si è sparato con la stessa arma da sub, in un occhio, per suicidarsi. Un tentativo vano perché i soccorritorio gli hanno salvato la vita.

E' questa la tragica ricostruzione dei carabinieri dell'Eur che indagano su quanto accaduto lunedì mattina al Tintoretto. Manuela Fiorucci, vedova e come già detto di origine umbra (nata a Gubbio), e il figlio non avevano apparenti problemi economici. Nell'appartamento al piano terra e con un ampio giardino del Tintoretto, però, qualcosa ha fatto scattatare la rabbia del figlio unico, William Leo. 

Il movente

Il movente, ancora ignoto, è l'unica tessera del puzzle mancante. Il 37enne, ex alunno del liceo scientifico Primo Levi, nella mattinata di lunedì ha cercato di aggredire la madre con un coltello da sub per poi prendere la fiocina, urlarle contro qualcosa, e spararle. 

Il tentativo di difendersi

Le ferite profonde che la donna aveva sulle mani e sull'avanbraccio hanno mostrato l'estremo tentativo di difesa dai colpi mortali del figlio. Un braccio è stato trapassata dalla fiocina sparata da una distanza ravvicinata, per poi conficcarsi sul viso.

L'incendio per nascondere l'accaduto

Ma la tragedia non finisce qui. Con il probabile tentativo di tentare di occulare l'accaduto, William Leo ha appiccato il fuoco nell'appartamento, nella stanza da letto dove si è consumato l'omicidio, ha chiamato il 112 dando l'allarme e si è ferito con la fiocina a un occhio.

I soccorritori sul posto

I vigili del fuoco ed il 118 arrivati sul posto intorno alle 9:15 hanno, i primi spento il rogo, mentre i secondi portato Leo in ospedale dove i medici del Sant'Eugenio lo hanno operato, salvandogli la vita. I carabinieri hanno ascoltato anche la nonna di Leo e il medico di famiglia che ha fornito elementi utili per disegnare il carattere del trentasettenne.

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