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Ritorno a scuola non per tutti il 7 aprile, la rabbia del comitato: "Non ci sono dati che avallino l'ordinanza della Tesei"

La battaglia contro la Regione da parte del comitato A Scuola. "Decisione ancora una volta illegittima"

Illegittima e senza una base scientifica verificata e verificabile. E' questo il giudizio di uno dei maggiori comitati umbri pro-riaperture delle scuole (A Scuola) dopo la nuova ordinanza della Presidente Donatella Tesei che blocca le lezioni in presenza almeno fino all'11 aprile per gli studenti della seconda e terza media e per tutti gli anni delle superiori. Il 7 rientreranno soltanto gli studenti dall'infanzia fino alla prima media. Una doccia fredda per il comitato "A Scuola" dopo le buone notizie che arrivavano dal Governo Draghi - stop dad per medie e almeno il 50 per cento degli studenti delle superiori in zona arancione -.

"Sulla base di quali evidenze quindi si è arrivati a questa scelta? Continuiamo ad affermare che la nostra Presidente legifera su basi incerte: non sono presenti dati che supportano tali scelte, anzi i dati che vengono sciorinati vedono la regione in netto miglioramento. La Regione Umbria decide quindi ancora una volta di muoversi in maniera del tutto illegittima, almeno nella formulazione della stessa ordinanza. Vorremmo tra l'altro ricordare alla Presidente Tesei, che le scuole secondarie di primo e secondo grado in gran parte del territorio sono chiuse da 2 mesi, come sono quindi imputabili a questi ambiti i contagi?". Il comitato ha chiesto ufficialmente di potersi confrontare con i membri del Comitato Tecnico Scientifico per fare il punto della situazione. "Un incontro per capire come stanno veramente le le cose in Umbria, visto che iniziamo davvero a far fatica".

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