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"Vado a firmare dai carabinieri, torno e ti ammazzo", in tre sotto processo per rissa

Uno dei partecipanti era sottoposto all'obbligo di firma in caserma

“Vado a firmare in caserma, torno e ti ammazzo”, scoppia la rissa e in quattro finiscono sotto processo.

I protagonisti della vicenda, difesi dagli avvocati Salvatore Adorisio, Guido Rondoni e Barbara Romoli, sono due stranieri (un albanese e un magrebino) e un italiano (un quarto partecipante era minore e non è rientrato in questo procedimento), sottoposto all’obbligo di firma per precedenti incriminazioni.

La vigilia di Natale del 2016 uno degli stranieri partecipanti alla lite si trovava al bar, quando si era avvicinato l’italiano, con il quale aveva avuto già delle divergenze, e questo gli diceva: “Aspettami qui, vado in caserma a firmare, torno e ti ammazzo”.

Quando era tornato per risolvere le questioni tra i due era scoppiata la lite. I due si erano picchiati e l’italiano aveva avuto la peggio, dovendo ricorrere anche alle cure ospedaliere. I carabinieri intervenuti sul posto avevano denunciato i due litiganti, un amico magrebino dell’italiano e il minore. L’ultimo era uscito dal procedimento ed era stato giudicato dal Tribunale per i minorenni.

In tribunale l’accusa è stata derubricata e il pubblico ministero ha chiesto l’assoluzione per il magrebino, sarebbe solo stato uno spettatore, mentre ha chiesto 8 mesi per l’italiano e 6 per l’albanese.

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