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Mercoledì, 29 Maggio 2024
Cronaca Città di Castello

Città di Castello, lavori di pubblica utilità per i partecipanti alla rissa nel piazzale della discoteca

Otto giovanissimi davanti al giudice per i tafferugli avvenuti a ottobre scorso. Oltre al processo sono stati raggiunti dal Daspo urbano

Messa alla prova e lavori di pubblica utilità per i partecipanti alla rissa avvenuta il 9 ottobre del 2022 nel piazzale di un locale a Città di Castello, per quello che è stato definito un regolamento di conti tra un gruppo di giovani aretini e un gruppo di tifernati.

Le richieste di messa alla prova, una soluzione alternativa al processo e alla condanna, sono state avanzate oggi dai difensori degli imputati, gli avvocati Andrea Castori, Simona Chiarini, Piero Melani Graverini, Stefano Tentori Montalto, Carmina Pascale e Maria Fiorella Bennati.

I giovani coinvolti nella rissa, erano a ballare tutti nello stesso locale, per una serata con dj famosi e che aveva attirato giovani da tutto il centro Italia.

I due gruppi si sono fronteggiati con calci, pugni e bottigliate nel piazzale del locale intorno alle 4 del mattino. Poco distanti c'erano i carabinieri che stavano effettuando dei controlli contro la mala movida, quando sono intervenuti fermando uno degli arrestati con un coltello in mano, puntato contro un ragazzo caduto a terra. Da sottolineare che alla Compagnia dei Carabinieri di Città di Castello erano giunte delle segnalazioni “sull’elevato rischio di regolamenti di conti tra gruppi giovanili contrapposti”.

Sentito dal giudice l’arrestato aveva detto di essere “corso nel parcheggio della discoteca perché un amico lo aveva chiamato avvertendolo che un gruppo di ragazzi stava picchiando il fratello”. Perché fosse andato in discoteca con un coltello, però, non aveva saputo spiegare.

I Carabinieri avevano stimato in una ventina i partecipanti alla rissa, fermandone solo otto. Oltre al coltellaccio da cucina era stato usato anche lo spray irritante. Tre ragazzi erano stati medicati sul posto per escoriazioni e piccole ferite, rifiutando il trasporto al Pronto soccorso. Altri 2 giovani erano stati accompagnati all'ospedale. Otto ragazzi, tutti di età compresa tra i 18 ed i 27, erano stati arrestati e messi ai domiciliari nelle proprie abitazioni. Il giudice aveva convalidato l’arresto per tutti e otto, ma disposto la misura della firma solo per quello armato di coltello.

A fine ottobre, poi, era arrivato il Daspo “Willy” per tutti e otto i fermati, disposto dal questore di Perugia Giuseppe Bellassai, per avere creato "grave pericolo e turbativa dell'ordine e della sicurezza pubblica", vietando loro, per periodi variabili tra 18 e 24 mesi a seconda delle condotte tenute, di accedere a tutti i pubblici esercizi e ai locali di pubblico intrattenimento presenti nella provincia di Perugia dalle 18 alle 6, nonché si stazionare nelle immediate vicinanze degli stessi.

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