menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay

Il mancato affidamento dell'incarico di primario vale 800mila euro di risarcimento, ma è tutto prescritto

Ventisette anni, tra lungaggini del processo civile e per colpa di norme cambiate nel tempo, per una decisione da parte del giudice

La mancata promozione a primario vale quasi 800mila euro di arretrati e risarcimento. A ricorrere al giudice amministrativo sono stati gli eredi di un professore di oculistica, rappresentati e difesi dagli avvocati Fabio Amici e Alarico Mariani Marini, contro la gestione liquidatoria della soppressa Ulss Valle Umbra Sud, rappresentata dagli avvocati Giovanni Tarantini e Paolo Sportoletti, l’Università degli Studi di Perugia e Generali Italia spa, con gli avvocati Marta Covino e Nicola Blasi e contro chi prese il suo posto, difeso dall’avvocato Pier Paolo Davalli.

Gli eredi chiedevano l’accertamento dei danni subiti a causa dell’illegittimo mancato conferimento al padre “nell’anno 1993 dell’incarico di direzione del reparto di Oculistica dell’Ospedale di Foligno, con condanna della gestione liquidatoria della soppressa ULSS Valle Umbra Sud al pagamento della somma complessiva di 786.405,60 euro o della diversa somma che risulterà di giustizia, con interessi e rivalutazione monetaria al saldo e con condanna alla regolarizzazione contributiva e previdenziale delle somme che verranno riconosciute a titolo di maggiori proventi di lavoro dipendente, ovvero al risarcimento del danno corrispondente alla mancata maturazione e percezione di emolumenti previdenziali e per trattamento di fine rapporto e con vittoria di spese ed onorari”.

La prescrizione, oltre ad un susseguirsi di norme emanate negli ultimi 20 anni, hanno ostacolato le richieste del professore e dei suoi eredi. Secondo i giudici amministrativi “il risarcimento del danno senza la preventiva impugnazione del provvedimento ritenuto illegittimo e dannoso”, cioè la mancata nomina, impone un termine di cinque anni per la prescrizione, precludendo “la relativa domanda giudiziale”.

Nel caso portato in tribunale “il termine è cominciato a decorrere dal momento in cui sono stati emanati gli atti che avrebbero cagionato il danno lamentato da parte degli odierni ricorrenti”, cioè la sospensione della convenzione Usl-Università per il reparto di oculistica e l’indizione del bando di concorso per la copertura dell’incarico di direzione del reparto di oculistica dell’Ospedale di Foligno. Con conseguente nomina di altro primario.

Il processo civile è arrivato fino in Cassazione, per poi essere rimandato alla sede giurisdizionale legittima, cioè il Tribunale amministrativo regionale, ma ormai “il termine di prescrizione di detta domanda risarcitoria appare irrimediabilmente spirato”.

Da qui la decisione di respingere il ricorso e la domanda risarcitoria, compensando le spese non essendo possibile prevede che il legislatore modificasse le norme nel corso del tempo, rendendo impossibile “proporre in via autonoma la domanda risarcitoria da lesione di interessi legittimi, introdotta solo a seguito dell’emanazione del codice del processo amministrativo”.

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

PerugiaToday è in caricamento