Cronaca

Concussione e peculato, Brega: "Se rinviato a giudizio mi dimetto"

Le comunicazioni del presidente del Consiglio regionale dell'Umbria, Eros Brega sulla richiesta di rinvio a giudizio, dopo le indagini sugli eventi valentiniani

Non usa mezze misure il presidente del consiglio regionale dell'Umbria, Eros Brega sulla vicenda giudiziaria che lo riguarda in merito agli eventi valentiniani: "Nel caso dovessi essere rinviato a giudizio, rassegnerei immediatamente le dimissioni da presidente di quest'Aula. Tutto ciò in ossequio ad una buona e sana politica”.

Brega ha aperto così, martedì mattina, i lavori del Consiglio regionale, rispondendo ad una nota diffusa ieri dai gruppi consiliari di PdL, Lega Nord e Per l'Umbria in cui gli chiedevano di chiarire la sua posizione in merito alla richiesta di rinvio a giudizio che “secondo un giornale on-line, avrebbe ricevuto due giorni prima della sua ri-elezione, avvenuta il 14 novembre”.

Richiesta di rinvio a giudizio- Brega ha riferito che “la richiesta di rinvio a giudizio, da parte del Pubblico ministero, l'ho appresa in data 4 dicembre (tarda serata) a mezzo fax inviato presso lo studio del mio legale dove veniva specificata la fissazione dell'udienza per il 14 gennaio 2013”.

Estraneo ai fatti contestati- Brega, in conclusione, dopo aver confermato anche alla luce della conclusione delle indagini, la sua “totale estraneità ai fatti addebitatimi” e “il pieno rispetto per il lavoro della magistratura”, ha definito “politicamente ed umanamente scorretti” i commenti del PdL, Lega Nord e Per l'Umbria e in particolare “di alcuni consiglieri e consigliere che si sono adoperati sulla notizia”.

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