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Perugia e l'Umbria senza più visitatori: le dieci idee dell'esperto per rilanciare il turismo

Ecco come rilanciare Perugia e tante località umbre, sul piano turistico e culturale. Sciorinando tanta inventiva, abbinata a graffiante ironia

E prosegue: “Pensando alla Stranieri, ricordo che inventammo un concorso per il miglior articolo scritto su Perugia da uno studente. “E poi, ridare vita (e finanziamenti) a istituzioni come il Cut (Centro universitario teatrale) di Roberto Ruggieri che ha formato alcuni tra i maggiori attori nazionali”. “Riprendere, con l’Anbima, la Rassegna delle bande, che tanto successo riportò negli anni passati”.

Tra le proposte commemorative: un busto di Francesco Siciliani nel foyer del Morlacchi e uno di Luisa Spagnoli ai Giardini Carducci. Per l’Umbria, Agozzino pensa a un premio Brancaleone a Norcia, per il cinema, con in palio 100 metri di salsicce secche, e un premio Tartufo, per un’opera prima teatrale, aggiudicandosi un grosso tubero. Per Castelluccio, il premio di scrittura Esaù, con in palio (oltre alla pubblicazione) un piatto di lenticchie (rigorosamente Igp).

E ancora, per Colfiorito, il premio Spirito di Patata, per la scemenza più grossa, detta o scritta. Agozzino ricorda, per analogia, quando a Colombella s’inventò il premio Balla d’oro, per la sparata più grossa. “All’epoca venivano a fare da consulenti  Enrico Vaime e Gaio Fratini, umoristi di vaglia. Assegnammo il premio ad Alberto Moravia, a Gianni Brera, ad Angelo Moratti. Un tir, scortato dalla polizia, consegnava direttamente la balla, piena di prodotti tipici umbri (salumi, cioccolata, olio, vino), sotto casa del premiato, con giornalisti e cineoperatori a riprendere la scena: un successo. Il premio, da provocatorio e demenziale, esorcizzato e temuto, diventò ambitissimo”. 

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