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Rifiuti, riparte la partita del termovalorizzatore: c'è chi spinge

Dopo il blocco temporaneo dei rifiuti in discarica, la Cisl lancia un appello alla Regione: termovalorizzatore subito o in alternativa i cementifici

C'è chi frena, chi ci ripensa, chi è contrario da sempre e chi invece addirittura vuole realizzare il termovalorizzatore in provincia di Perugia il prima possibile come previsto dal Piano regionale dei rifiuti. Tra questi ultimi sono usciti allo scoperto i vertici della Cisl: il segretario regionale Ulderico Sbarra e Gianluca Giorgi, segretario generale regionale della Fit-Cisl.

Una presa di posizione che alimenterà le divisioni politiche nel centrosinistra e anche nei rapporti con spezzoni della Cgil. "Invitiamo la Regione a portare a compimento il Piano Regionale dei Rifiuti, che, ad oggi, manca dell’ultimo step, la “termovalorizzazione”. A tal fine, sollecitiamo gli enti preposti, a tutti i livelli, a definire la strada da percorrere per chiudere il ciclo dei rifiuti e, conseguentemente, a decidere in merito alla costruzione del Termovalorizzatore, come appunto prevede il Piano Regionale".

La Cisl non chiude neanche all'ipotesi di bruciare i rifiuti nelle fornaci dei cementifici umbri che invece è stata scartata con diversi voti dal Consiglio regionale. Purchè i costi siano zero per la macchina pubblica.

"Per essere più espliciti - scrivono i due sindacalisti Cisl - i cementieri dovrebbero accontentarsi di guadagnare solamente “una volta”, risparmiando sul combustibile, mentre l’eventuale risparmio dello smaltimento dovrà essere spalmato per contenere e abbassare le tasse dei cittadini".

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