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Omicidio Castello, troppe lacune nel racconto di Federico Bigotti

Secondo i giudici, quindi Federico, non avrebbe immediatamente chiamato il 118 per prendere tempo e inventare una storia plausibili da raccontare per poter essere considerato innocente

Per il tribunale del Riesame non ci sono dubbi: Federico Bigotti ha ucciso la madre Anna Maria Cenciarini nella loro casa. “L'omicidio – come si legge nell'atto redatto dal giudice Luca Semeraro – è stato commesso da chi in quel momento si trovava in casa insieme alla vittima”. E l'unico ad essere presente era solamente il giovane 21enne. Come riporta La Nazione Umbria c'è poi quella frase che Federico Bigotti avrebbe pronunciato poco dopo il delitto: “Una è morta e sono contento, si vede che aveva la coscienza sporca”. Parole che lasciano sconcertati e che fanno comprendere quanto i rapporti tra madre e figlia fossero logorati e, allo stesso tempo complicati.

Ma se Federico Bigotti aveva inizialmente raccontato che la madre si era accoltellata da sola, a smentirlo categoricamente sarebbe la perizia medico legale. L'arma con la quale Federico Bigotti avrebbe visto la madre ferirsi mortalmente era infatti pulita nel panico, mentre le mani di Anna Maria erano completamente sporche di sangue.

Secondo i giudici, quindi Federico, non avrebbe immediatamente chiamato il 118 per prendere tempo e inventare una storia plausibili da raccontare per poter essere considerato innocente. Infine per il Riesame il giovane sarebbe capace di intendere e di volere, nonostante l'ipotizzato “serio disagio psichico”.


 

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