Domenica, 26 Settembre 2021
Cronaca

IL RICORDO È mancato all’affetto dei suoi cari e al teatro Italiano il grande Antonio Salines, amico di Perugia

Perugia anche perché la figlia Eleonora ha sposato un perugino, l’amico Luca Cimaroli

È mancato all’affetto dei suoi cari e al teatro Italiano il grande Antonio Salines, amico di Perugia. Antonio è stato un grande dello spettacolo: coltissimo, garbato, vulcanico, tenerissimo. Ci conoscemmo oltre mezzo secolo fa al Teatro in piazza, inventato da Giuseppe Agozzino. All’epoca aveva per compagna Magda Mercatali, donna e attrice splendida. Sarebbe poi divenuta, fino ai nostri giorni, un’autentica regina del doppiaggio. Antonio era giovanissimo, con una testa piena di capelli, esuberante, atletico, vitale. Amava il rapporto con la gente a un passo, tipico di quella forma di spettacolo che si teneva fra vicoli e piazzette della Vetusta.

Rievocazione del Dónca per il 50.mo del Teatro in Piazza (foto Andrea Ottaviani) (2)-2La sua carriera è stata brillante e discreta. Come attore, ma anche come regista di vaglia. L’ho visto più volte anche di recente. Tre anni fa, a Spello, lo chiamarono per leggere una poesia nel corso di una premiazione. Tutto qui? Ebbi a dire. Sprecare un attore come Salines per una poesia è un peccato. Lo avevo rivisto al Morlacchi in un “Sei personaggi” da strappare il cuore. Venne anche al Santa Cecilia (mia foto esclusiva in pagina), a fare il Gobbo, per le nipotine e per le scuole. Il sodalizio col Bene, Gassman e i grandi del teatro aveva lasciato il segno. Il successo televisivo dei Karamazov lo aveva imposto al pubblico nazionale. L’ho visto qualche anno fa in una pièce comica a Corciano e poi al Pavone. Facemmo una lunga chiacchierata in camerino, faccia a faccia. Si lamentò di un politico locale che non capiva nulla di teatro e di cultura. Mi adoperai per farlo direttore artistico della rievocazione di quell’autentica invenzione perugina del Teatro in Piazza. Ma non ci furono orecchie, intelligenze e cuori disposti ad ascoltare.

Era stato mio ospite alla Penna in occasione della celebrazione del 50.mo anniversario del Teatro in piazza (in gallery le foto di Andrea Ottaviani). C’erano anche Giampiero Frondini, Eleonora Mosconi, Franco Piazzoli. E poi Paolo Granozzi, Fra’ Giacomo Paris e Walter Corelli che non sono più con noi, come anche l’amico Sergio Ragni. Fu una serata di ricordi gioiosi e di condivisione. Le foto-ricordo che proiettammo me le aveva date Sergio in persona. Antonio era legato a Perugia anche perché la figlia Eleonora ha sposato un perugino, l’amico Luca
Cimaroli. Ne sono venute due splendide bambine, luce degli occhi di Antonio.

Rievocazione del Dónca per il 50.mo del Teatro in Piazza (foto Andrea Ottaviani) (3)-2Era direttore artistico del Teatro Belli e non so quante volte mi ha invitato. Ma ha vinto sempre la pigrizia, la paura di allontanarmi dalle certezze della mia Perugia. Ora me ne pento. Gli era stata assegnata la prestigiosa Maschera d’oro 2019 del teatro come migliore interprete protagonista, ma non aveva disdegnato di recitare nei film di Tinto Brass, in parti ridicole, nelle quali era maestro. Si era reinventato, con Maurizio Costanzo, anche il cabaret, in cui eccelleva. Antonio era dotato di grande intelligenza, eccezionale sensibilità, grande rispetto per lo spettatore che conquistava con un mestiere inarrivabile. Sapeva essere duro e tenero: non cedeva sulle questioni di principio, sapeva mediare con dolcezza. Ha combattuto con la malattia con ostinazione. Fino all’ultimo ha elaborato progetti, più che fare bilanci. Mancherà, non solo alle figlie Eleonora e Francesca. Ma a tutti noi perugini. A me, di certo.

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