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Cinquant'anni di botte alla moglie, le spacca naso e femore: marito violento chiede di patteggiare

Fissata al 4 luglio l'udienza davanti al giudice del Tribunale di Spoleto. La difesa ha presentato istanza di patteggiamento

Chiede di patteggiare la pena a due anni di reclusione, il 75enne folignate arrestato a marzo e attualmente ai domiciliari dopo che i giudici del Riesame hanno rigettato la richiesta di scarcerazione avanzata dalla difesa (avvocato Gianni Dionigi). Ora l’uomo, accusato di maltrattamenti in famiglia reiterati per 48 anni, chiede di patteggiare a due anni di reclusione, o in subordine di essere giudicato con rito abbreviato. L’udienza dinanzi al gip del tribunale di Spoleto è stata fissata al 4 luglio.

Una vita di botte, insulti e minacce nei confronti della moglie: 48 anni per la precisione, vissute e consumate all'interno delle mura domestiche e che hanno portato all’arresto del 75enne. Offese quotidiane, minacce, violenze anche davanti ai loro due figli, che sarebbero dovuti intervenire in più occasioni davanti ai comportamenti violenti dell'uomo: "Che ti prenda un colpo, tu sei femmina e non conti niente" e ancora "Ti ammazzo, ti scoccio tutta" "Brutta, rachitica, gobba", sono queste le parole a cui l'uomo avrebbe dato seguito anche con i fatti.

Quando la casa diventa una prigione, cinquant'anni di botte e insulti alla moglie: arrestato

In quasi cinquant'anni di vita insieme, non sarebbero mancate violenze fisiche da cui sarebbero scaturite gravi lesioni come la frattura del setto nasale a seguito di un pugno, la ferita alla testa procurata con un colpo sul cruscotto dell'auto, lesione del labbro e del timpano per gli schiaffi e la rottura del polso dopo un calcio. Fino all'ultimo, brutale episodio di gennaio di quest'anno: dopo un banale litigio, l'avrebbe spintonata in terra e provocato alla moglie la rottura del femore con una prognosi di due mesi. Il marito non le avrebbe mai permesso di lavorare e di poter raggiungere una propria indipendenza economica, isolandola dalle amicizie e costringendola ad un ruolo di sudditanza completa nei suoi confronti. Ora la donna è al sicuro, lontano da quel marito violento che per quasi mezzo secolo di vita, non avrebbe fatto altro che umiliarla e picchiarla, negandole la libertà in tutto, persino di scegliere un programma da guardare in televisione. 

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