Dalla Calabria a Perugia con il bus rubato, fermati dai carabinieri e arrestati

I due sono stati intercettati a San Martino in Campo, al giudice: "Eravamo in vacanza, avevamo freddo e abbiamo dormito nel bus"

Dalla Calabria a Perugia con un autobus rubato, ma vengono intercettati e arrestati a San Martino in Campo dai carabinieri.

I due stranieri, ungheresi, difesi dagli avvocati Andrea Bellachioma e Gianni Zurino, risultano indagati per ricettazione perché “in concorso tra loro, a scopo di profitto, acquistavano o ricevevano merce di provenienza furtiva”, cioè il bus da 16 posti.

Il pulmino è stato rubato, presumibilmente da una terza persona scrive il giudice Valerio D’Andria nella convalida dell’arresto, a Melito di Porto Salvo il 6 febbraio scorso e consegnato ai due arrestati.

I quali sono stati fermati dai carabinieri forestali di Perugia, il 7 febbraio intorno alle 18.40, dopo che una segnalazione informava i militari della presenza del bus a San Martino in Campo con all’interno due persone.

La persona trovata alla guida era senza patente ed esibiva un passaporto ungherese, mentre il passeggero aveva solo la foto del passaporto salvata nel cellulare.

In tribunale, assistiti da un interprete, i due hanno fornito la loro versione. In primo luogo si sarebbero rifugiati nel bus per il freddo, non avendo un posto dove dormire. Alle domande sulla loro presenza in Italia hanno risposto di essere in vacanza e di aver scelto un luogo più caldo rispetto alla Germania dove lavorano. Quindi la scelta era caduta sulla Calabria.

Il giudice ha chiesto come hanno fatto ad arrivare in Umbria e i due hanno sostenuto di aver viaggiato con l’autostop, un po’ a piedi o in treno. Quanto ai documenti hanno sostenuto di non averli perché vittime di furto.

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Una ricostruzione che non ha convinto il magistrato, il quale oggi ha disposto la convalida dell’arresto e la misura di custodia in carcere per il rischio di fuga e di reiterazione del reato.

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