menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay

"Dammi i soldi o racconto a tua moglie dei nostri incontri", arrestato per ricatto un 23enne

Aveva avvicinato un 67enne a Fontivegge chiedendo qualcosa per mangiare, poi aveva allacciato una relazione a sfondo sessuale e lo ricattava: presi quasi 6mila euro in pochi mesi

Avvicina un anziano e chiede aiuto per mangiare ottenendo 40 euro. Si scambiano anche i numeri di cellulare e da quel momento l’incontro casuale, forse, si trasforma in un’amicizia particolare.

E proprio per aver minacciato di rendere nota questa amicizia che un marocchino 23 anni, difeso dall’avvocato Gaetano Figoli, è stato arrestato con l’accusa di aver ricattato un anziano fingendosi minorenne.

L’uomo, secondo la denuncia fatta alle forze dell’ordine e secondo quanto scrive il giudice per le indagini preliminari nell’ordinanza di convalida dell’arresto, ha raccontato di aver incontrato il giovane a Fontivegge e questi lo aveva reso “partecipe della sua situazione di disagio economico” e “gli aveva chiesto aiuto”. L’anziano gli aveva dato 40 euro. I due, però, avevano continuato a sentirsi e vedersi, consumando “rapporti sessuali consenzienti in più occasioni, assecondando spontaneamente alcuni sue richieste di aiuto, con elargizioni di piccole somme di denaro”.

Dopo un mese di relazione tra i due, però, come scrive il gip nelle carte in processuali, “aveva mutato completamente atteggiamento, aveva falsamente rappresentato al … di essere minorenne, prospettandogli a più riprese che se non gli avesse consegnato somme di denaro (di entità via via crescente) lo avrebbe denunciato alla Polizia ed avrebbe rivelato ai suoi familiari la loro trascorsa relazione sessuale”.

In poco tempo il giovane avrebbe ricevuto 5.580 euro: “60 euro tre volte aalla settimana, dal mese di ottobre 2020 fino a gennaio 2021, per complessivi 2.800 euro; 250 euro a fine gennaio 2021; 440 euro il 25 febbraio del 2021; 550 il 27 febbraio; 440 il 4 marzo; 250 il 5 marzo; 250 l’8 marzo, 500 il 9 marzo e 100 l’11 marzo” cioè il giorno in cui è scattata la trappola per arrestare lo straniero.

L’uomo si era rivolto, infatti, ai Carabinieri e aveva consegnato, in occasione dell’ultimo incontro con il giovane, i soldi precedentemente fotocopiati dai militari. Una volta consegnato il denaro il 23enne è stato fermato e le banconote vere sono state confrontate con le fotocopie in mano ai militari: i numeri di serie combaciavano, attestando l’avvenuta consegna di denaro per non rivelare la relazione e il conseguente arresto. Secondo il giudice la ricostruzione accusatoria è provata anche dal continuo scambio di messaggi tra l’uomo e il giovane.

Il gip Lidia Brutti ha convalidato l’arresto e disposto la misura cautelare in carcere ritenendo il 23enne, con diversi precedenti penali, privo di “remore” e molto “scaltro” nell’organizzare e attuare “l’estorsione continuata” nei confronti della vittima, portandola “avanti senza esitazione per circa sei mesi (e coinvolgendo nel piano criminoso anche una terza persona [un amico del giovane che avrebbe preso in alcune occasioni i soldi e sul quale le indagini vanno avanti, ndr]) con l’evidente intento di proseguire nel ricatto indefinitamente”. In considerazione di tutto questo, del fatto che il giovane “è privo di occupazione lavorativa”, non ha permesso di soggiorno e che attraverso il cellulare potrebbe proseguire nell’estorsione dietro minaccia di rivelare la relazione omosessuale, il giudice ha disposto l’arresto in carcere.

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

PerugiaToday è in caricamento