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Cronaca

Riapre il bar sotto indagine per essere un covo dello spaccio

Dopo una lunga battaglia legale, è stato proprio l'avvocato Berretti a togliere i sigilli al bar di Bastia Umbra, dimostrando che i soci del giovane non c'entravano assolutamente nulla

Annientato dalla crisi economica ha scelto la strada più facile: spacciare cocaina. Peccato che, a seguito della folle scelta, a finirci di mezzo sono stati anche i soci del bar aperto con tanti sacrifici. Tutto ha inizio quando un uomo di origini straniere si presenta nel suo bar di Ponte San Giovanni, chiedendogli di vendere la droga all'interno del locale. Dopo un primo diniego, il pusher torna, ed è a quel punto che il ragazzo cede senza riuscire a dire di no per i troppi debiti accumulati. L'affare è semplice: vendere a 100 euro al grammo lo stupefacente, pagandolo solo 80. Il giro d'affari parte subito. E quello che era un semplice bar diventa poco dopo un luogo d'incontro dove poter acquistare la droga.

Lo strano giro di persone insospettisce però le forze dell'ordine che, grazie agli appostamenti, scoprono cosa accade all'interno del locale. Da qui parte la lunga inchiesta che porta all'arresto del barista difeso dall'avvocato Delfo Berretti. Il bar viene ovviamente chiuso e sequestrato. Dopo una lunga battaglia legale, è stato proprio l'avvocato Berretti a togliere i sigilli al bar Caffè di Notte di Bastia Umbra, dimostrando che i soci del giovane non c'entravano assolutamente nulla con il giro di droga.


 

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