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Reperti archeologici trovati nascosti in alcuni bunker: nei guai imprenditore perugino

Sono in corso più approfondite verifiche finalizzate al rintraccio dei canali di smistamento dei reperti verso l’estero nonché all’identificazione dei potenziali acquirenti

A finire nei guai questa volta un giovane imprenditore perugino che dovrà rispondere all’Autorità Giudiziaria dell’accusa di ricettazione e impossessamento illecito di beni culturali appartenenti allo Stato. Nascosti in alcuni bunker della città sono stati ritrovati, infatti, importanti reperti archeologici per un valore complessivo pari a 200mila euro. 

Una lunga indagine, portata avanti dai militari in collaborazione con i tecnici della Soprintendenza per i Beni Storici Artistici e Culturali dell’Umbria di Perugia, che hanno permesso di trovare: anfore di età romana con chiari segni evidenti della lunga permanenza in mare; reperti di produzione etrusca, per lo più buccheri di varie forme, calici, attingitoi, vasetti in miniatura e arredi funerari di rilevante importanza, come desumibile dalle decorazioni che le caratterizzano; altri oggetti di natura devozionale, da considerarsi ex voto alla divinità, una lucerna ed alcuni piccoli bronzi.

Gli oggetti, sequestrati ai fini probatori, fanno parte di ambiti territoriali diversi: i buccheri sono attribuibili alla produzione dell’Etruria meridionale; le anfore di epoca romana e tardo romana; tutti gli altri materiali in ceramica decorata risalenti all’età ellenistica dell’Italia meridionale. Sono in corso più approfondite verifiche finalizzate al rintraccio dei canali di smistamento dei reperti verso l’estero nonché all’identificazione dei potenziali acquirenti.

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