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Dossier su criminalità organizzata, la Mafia Nigeriana alla conquista dell'Umbria: eroina, prostitute e barconi

Un’analisi complessa, che per essere il più possibile esaustiva poggia sugli elementi informativi raccolti dalla DIA, dalla Polizia di Stato, dall’Arma dei carabinieri, dalla Guardia di finanza e dal Corpo di polizia penitenziaria

Cresce di fatturato, di interessi e di autorevolezza (criminale) in Umbria una delle mafie straniere meno conosciute ma più temibili nel mondo: quella nigeriana. Una mafia "nera" che se nel Mezzogiorno d'Italia deve stare sotto e alle dipendenze delle mafie nostrane, in Umbria dove regna un'armonia (criminale tra clan) riesce ad ottenere una autonomia importante gestendo in proprio alcuni settori molto ricchi: il mercato dell'immigrazione clandestina - finti contratti di assunzione, per ottenere permessi di soggiorno, affitti di immobili e altro ancora - e quella della prostituzione a basso costo, da strada.

VIDEO Belle, giovanissime e schiave. A Pian di Massiano fermano clienti, si vendono, rischiano... e i soldi vanno alla mafia nigeriana

Sul settore droga invece la Mafia Nigeriana è in posizione di dipendenza con Camorra e 'Ndrangheta ma nella scala gerarchica dello spaccio si è ben consolidata al secondo posto con gli albanesi. Ultimo posto i clan tunisini che non hanno più la forza di un tempo e ora si limitano a rivendere su strada la droga accollandosi grossi rischi: l'arresto in flagranza di reato, il sequestro della droga e dei soldi provento di traffico. L'ascesa della Mafia Nigeriana è stata cristillizzata nel dossier della Dia sulle mafie italiane e straniere presenti nel Paese (ultima relazione semestrale 2018) depositata in Parlamento.

"E' stata registrata l’operatività di citati cittadini nigeriani, oltre che nel narcotraffico, anche nel favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e nello sfruttamento della prostituzione".  "Il capoluogo è anche considerato una importante piazza per il mercato della droga del centro Italia. Dalle attività investigative si evince come, in genere, l’eroina arrivi a Perugia attraverso soggetti di origine nigeriana, mentre la cocaina venga trasportata dagli albanesi; lo spaccio al dettaglio sarebbe effettuato a sua volta da tunisini".

Albanesi e Nigeriani in Italia importano in proprio una parte della droga - proveniente dai proprio Paese - ma il grosso arriva direttamente dal rifornimento di diretto della Camorra e della 'Ndrangheta che non si sporcono le mani ma cercano di fare soldi facili con la vendita di grandi quantità direttamente al secondo livello.

Oltre la Dia anche la Squadra Mobile di Perugia, dopo tre anni di inchiesta, ha messo in risalto la forza in Umbria della Mafia Nigeriana in grando di fare soldi, tanti soldi, su un fenomeno criminale molto sentito di questi tempi: l'arrivo con i barconi dei profughi tramite Libia. Nelle intercettazioni telefoniche della Quetura emerge chiaramente il quadro criminale: "Ho cinque donne che devono arrivare: prego perchè la tratta dalla Libia non finisca". L'altro passaggio: "Se arrivano sane e salve....". La "merce umana" una volta arrivata a Perugia si trasformava in bellissime e malinconiche schiave del sesso a 30 euro in macchina e 50 a casa. Tantissime ragazze di notte lungo le strade di Pian di Massiano in cerca di clienti e di riscatto.

Eh già perchè per diventare libere devono pagare una somma che aumenta con gli interessi giorno dopo giorno, oltre che a pagare gli appartamenti messi a disposizione, i permessi umanitari fittizi e la percentuale sui rapporti sessuali consumati. E chi si ribella e chi paga poco? Ecco entrare le altre donne dell'organizzazione le "maman": riti voodoo contro loro e le famiglie lontane, violenze fisiche e punizioni come dormire sul terrazzo in pieno in inverno. Lavora così la Mafia Nigeriana, a Perugia come altrove. Mentre gli uomini pagano il prezzo dell'approdo a Perugia vendendo droga in strada sotto la copertura di permessi di soggiorno ottenuti tramite falsi contratti di lavoro. 

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