Martedì, 16 Luglio 2024
Cronaca

Infiltrazioni criminali in Umbria, le cosche aspettano i fondi Pnrr per fare nuovi affari

Secondo la Direzione investigativa antimafia esistono proiezioni di ‘ndrangheta e camorra, infiltrate nel tessuto imprenditoriale locale ed attente a cogliere eventuali opportunità economico-finanziarie con il fine di riciclare capitali illeciti

Le condizioni economiche e il tessuto produttivo dell'Umbria non suscitano l'interesse al radicamento da parte della malavita organizzata, ma "pregresse attività d’indagine hanno acclarato l’esistenza di proiezioni di ‘ndrangheta e camorra, infiltrate nel tessuto imprenditoriale locale ed attente a cogliere eventuali opportunità economico-finanziarie con il fine di riciclare capitali illeciti".

I dato emerge dalla relazione semestrale della Direzione investigativa antimafia diretta al Parlamento. "La presenza delle case di reclusione di Spoleto e Terni ha favorito, nel corso degli anni, l’insediamento in quei territori di interi nuclei familiari, di origine calabrese e campana, imparentati con i soggetti ristretti in regime detentivo speciale" si legge nella relazione, anche se è un dato conosciuto visto che le due carceri ospitano numerosi detenuti al 41bis, cioè in quanto legati a cosche mafiose.

Secondo la Dia l'interesse della criminalità organizzata deriva dai "fondi pervenuti per la ricostruzione sismica (terremoto del 2016) e per quelli che stanno arrivando per i progetti del PNRR", per questo è stato firmato "un Protocollo d’intesa tra la Prefettura e la Procura di Perugia al fine di rafforzare la prevenzione e il contrasto della criminalità mafiosa mediante congiunte attività di monitoraggio e di analisi su possibili tentativi di infiltrazione della criminalità organizzata nell’economia legale".

Nel primo semestre del 2023, l'ambito temporale preso in esame dalla relazione, la "sinergia istituzionale sviluppatasi sul fronte della prevenzione amministrativa nel primo semestre 2023 ha permesso al Prefetto di Perugia di emettere 3 provvedimenti antimafia interdittivi nei confronti di società (risultate operare nei settori del commercio di autovetture e di abbigliamento, nonché nel servizio di bar e ristorazione) sul conto delle quali sono stati rilevati sintomatici elementi di condizionamento mafioso" prosegue la relazione, indicando quali ambiti, oltre all'edilizia, interessano la malavita, soprattutto per ripulire denaro sporco.

Per quanto riguarda i provvedimenti antimafia "uno è stato emesso per prevenire tentativi di infiltrazione da parte della ‘ndrangheta e uno della camorra. L’azione di contrasto alle organizzazioni criminali è stata perseguita anche mediante decreti ablativi. Al riguardo il 25 gennaio 2023 la DIA ha dato esecuzione ad un decreto di confisca4 nei confronti di una famiglia di origine cutrese, appartenente al clan ‘ndranghetista GRANDE ARACRI - conclude la nota della relazione che riguarda l'Umbria - In particolare, la confisca definitiva di beni ha riguardato denaro e società già sequestrati, per un valore complessivo di 13 milioni di euro, anche a Perugia, oltre che a Reggio Emilia, Modena, Parma, Crotone e conti bancari esteri, in Lituania e Romania".

Le attività investigativehanno messo in luce l’operatività di sodalizi stranieri, costituiti principalmente da nigeriani e albanesi, interessati al traffico di stupefacenti, ai reati predatori e allo sfruttamento della prostituzione. Nell’ambito del settore della droga, l’eroina giunge prevalentemente attraverso soggetti nigeriani, la cocaina perlopiù attraverso gli albanesi, mentre l’attività di spaccio della droga è gestita tendenzialmente da soggetti nordafricani.

Nel territorio della provincia di Perugia è stata riscontrata la presenza di soggetti, contigui ad alcune ‘ndrine calabresi, che risulterebbero attivi nell’infiltrazione del settore economico e nel traffico degli stupefacenti. Lo spaccio di droga viene gestito anche da stranieri e, al riguardo, il 6 giugno 2023, su segnalazione dell’Interpol è stato arrestato11 a Monaco di Baviera (Germania) un soggetto di origini tunisine (estradato in Italia il successivo 14 giugno 2023) poiché responsabile di ricettazione, contraffazione di documenti e spaccio di sostanze stupefacenti a Perugia.

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