Regolamento di conti tra albanesi con coltello, mazza e investimento con l'auto, arresti convalidati

Per il giudice "il reciproco astio" potrebbe portare a nuove risse, meglio tenerli separati agli arresti domiciliari nelle rispettive casa

Un regolamento di conti a colpi di mazza e coltello, non un semplice litigio. È quello che ha portato in carcere quattro albanesi dopo essersi affrontati nel parcheggio di un supermercato nella zona vicino al Capitini a Perugia venerdì sera. Comparsi davanti al giudice, difesi dagli avvocati Giusy Mazziotta, Stefano Castellani, Donatella Panzarola e Massimo Brazzi, il quale ha convalidato l’arresto e concesso i domiciliari a tutti e quattro gli stranieri.

Secondo la ricostruzione della polizia due fratelli albanesi “armati di coltello e mazza da baseball di legno” avrebbero aggredito gli altri due stranieri “sorprendendoli mentre si trovavano” in auto vicino ad un chiosco di panini, “colpendo più volte l’autovettura con la mazza, con ciò infrangendo il parabrezza e il lunotto posteriore e procurando” diversi danni alla mascherina posteriore, staccando la targa, rovinando il paraurti posteriore e cercando di “attingere gli occupanti con il coltello”, per poi fuggire verso il parcheggio del supermercato.

I due aggrediti “per tutta risposta reagivano all’agguato azionando manovre pericolose con la predetta autovettura, inseguendo” i due fratelli “anche procedendo contromano a forte velocità, nel tentativo di investirli e ingaggiando con gli stessi, ancora armati della mazza e del coltello” una rissa nel corso della quale uno dei due riportava ferite da taglio alla mano e di punta ad una coscia, mentre l’altro “veniva investito e caricato sul cofano” dell’auto “per poi essere sbalzato a terra”.

Accorsi sul posto gli agenti trovavano l’auto distrutta e una persona a terra, sanguinante. Nel piazzale c’era anche un carabiniere in congedo che aveva assistito a buona parte dell’aggressione, anzi interrompeva la rissa sparando un colpo in aria e bloccando uno dei partecipanti. Anche il venditore di panini e bibite confermava la versione dei fatti.

“Sulla base di tale ricostruzione dei fatti, fondata su numerose e attendibili deposizioni, nonché sui riscontri oggettivi acquisiti (certificati medici, oggetti sequestrati) deve concludersi la partecipazione di tutti gli indagati ad una violenta colluttazione che solo per accidente non ha prodotto esiti più gravi” scrive il gip nel convalidare l’arresto. Quanto alle motivazioni, pur non essendo note, “deve ragionevolmente ritenersi che il reciproco astio possa ingenerare altre condotte dello stesso genere” e gli arresti domiciliari costituiscono la misura per “evitare ulteriori occasioni di scontro tra i due gruppi”.

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