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Paul Verhoeven, regista del cult Basic instinct, ha scelto Perugia per il suo prossimo film

Si prevede qualcosa di simile a quanto accadde durante le riprese perugine del mitico “Labbra di lurido blu”? Ricordiamone alcuni punti memorabili

Domani, martedì 17 aprile (all’Hotel La Rosetta, ore 19:30) Paul Verhoeven, il regista di “Basic instinct”, ci dirà dove e quando girerà a Perugia le scene del suo prossimo “Blessed virgin”. Il tema è non meno scabroso del precedente in cui Sharon Stone, nella scena cult, mostrò le sue più nascoste (mica tanto!) doti muliebri. Il plot del nuovo film (tratto dal romanzo “Atti impuri” di Judith C. Brown, uscito in italiano  nella collana “Biblioteca dell’eros”) vede al centro la storia di una monaca lesbica, vissuta in età rinascimentale. E c’è da pensare che Paul Verhoeven non smentirà la sua disinvoltura di regista spregiudicato in tema  di libera sessualità.

Si prevede qualcosa di simile a quanto accadde durante le riprese perugine del mitico “Labbra di lurido blu”? Ricordiamone alcuni punti memorabili. Ce ne parla il critico e storico del cinema Fabio Melelli nel suo “L’Umbria nel cinema tra demonio e santità”. Nel 1975, Lisa Gastoni, matura e fascinosa femme fatale (reduce da “Grazie, zia” di Samperi e “L’Immoralità” di Fernando Di Leo), girò nella città del Grifo “Labbra di lurido blu” del regista Giulio Petroni. La trama presenta una bella donna, ninfomane, sposata con un uomo insano di mente e omosessuale. Naturalmente, la vorace femmina (nel film) ne combina di ogni specie.

“Quando fu dato al cinema Lilli, la gente ne usciva indignata, perché il film toccava evidentemente delle corde scoperte”, dice il critico perugino. Perché i cittadini del Grifo sono notoriamente perbenisti… almeno a parole.

“Il film – ricorda Melelli – proponeva via Cesare Battisti, Via Ritorta, Via delle Volte, Palazzo dei Priori, la Pasticceria Sandri di Corso Vannucci”. Insomma: un concentrato di peruginità. “Ma la scena più torrida venne girata al Bar dal Comoda di Ponte della Pietra, presidiato dalla Municipale per la massa di gente che accorreva regolarmente, spinta da curiosità morbosa”. Per la cronaca, la scena raffigurava la protagonista in un atto consumato, sul biliardo, con più uomini. Il titolare  del bar (racconta Melelli) riferì che, in quelle due settimane di riprese, guadagnò “somme che all’epoca ci sognavamo”.

La Perugina sponsorizzò la pellicola, a patto che si vedesse la pubblicità aziendale. Insomma: il film portò sugli scudi il nome e le immagini della Vetusta. Ma scombussolò anche le viscere di tanti maschi di tutte le età. Ci si chiede: potrebbe accadere qualcosa di simile, anche nel caso di “Blessed virgin”, che il regista olandese girerà a breve in città? Si tratterà di riprese pruriginose, che stimoleranno la fantasia e la curiosità dei perugini? Chi vivrà vedrà.

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