Coronavirus, tampone obbligatorio anche per chi non ha sintomi? "No, sarebbe un errore. Ecco perchè... "

L'analisi sulla questione medica della dottoressa Maria Donato Giaimo che fa parte dell'unità strategica di raccordo per l'emergenza Coronavirus

Sottoporre al tampone (per individuare la positività al coronavirus) anche coloro che non presentano sintomi, è giusto o sbagliato ai fini del contenimento del contagio? Una domanda che viene fatta da molti in questo difficile momento storico dove il virus continua a diffondersi velocemente, mietendo molte vittime e mettendo ko anche medici, infermieri ed operatori sanitari che sono la prima linea contro questo male ancora poco conosciuto. Per la dottoressa Maria Donato Giaimo che fa parte dell'unità strategica di raccordo per l'emergenza Coronavirus è una scelta decisamente sbagliata.

E la motiva con queste ragioni che al momento sono state fatte proprie anche dalla task-force sanitaria dell'Umbria:  “Il tampone deve essere effettuato solo sui pazienti che presentano sintomi, con l’obiettivo, non solo di confermare la diagnosi, ma anche e soprattutto, per rintracciare tutte le persone che nelle 48 precedenti l’insorgenza dei sintomi sono state in contatto con il paziente positivo. Per questa ragione  i soggetti senza sintomi non dovrebbero fare il tampone, perché un tampone negativo non esclude  che la persona a cui viene eseguito abbia una carica virale ancora talmente bassa da non permettere ai test di rilevare il virus. Un tampone negativo quindi, non esclude l’infezione ed è perciò necessario un secondo tampone dopo 24 ore”.  

La dottoressa Giaimo ha poi spiegato che, “dal momento della comunicazione di un caso sospetto ai servizi territoriali da parte del medico di medicina generale o degli operatori del NUS, il paziente viene contattato e preso in carico dai medici dei Servizi di Igiene e Sanità Pubblica che, se necessario, programmeranno il tampone entro le 24 - 36 ore”. Entro la settimana partiranno anche le unità speciali di medici che svolgeranno attività di monitoraggio telefonico e di visita ai pazienti positivi in quarantena nel proprio domicilio.

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“Le Usl – ha concluso la dottoressa Giaimo – stanno facendo uno sforzo enorme per seguire nel migliore dei modi i pazienti sintomatici in isolamento cercando di non trascurare nessuno.  Stiamo lavorando per rafforzare le squadre di sorveglianza in tutti i territori per far sì che i pazienti siano contattati e monitorati due volte al giorno".
 

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