Umbria, record per i rincari della bolletta delle famiglie: la Regione respinge le accuse

E' l'Umbria, almeno secondo i dati presentati da Oliviero Dottorini (Idv), ad essere la terza regione d'Italia dove l'acqua costa di più. Nei soli ultimi anni le bollette dei cittadini sono rincarate dell 33%. A dire la sua anche l'assessore Silvano Rometti

Arrivare a fine mese per tante, troppo famiglie, sta diventando una vera e propria sfida. Se poi ci metti che anche la bolletta dell’acqua è rincarata del 33% nei soli ultimi anni, la sfida diventa pressoché impossibile. Un rincaro che fa dell’Umbria la terza regione con il più alto costo del servizio idrico. Se infatti la media nazionale è pari a 310 euro a famiglia, nel polmone in realtà se ne pagano 392.

La problematica, non da poco, è stata questa volta trascinata in consiglio regionale, durante la seduta del Question Time, tenutosi oggi, 17 dicembre, da Oliviero Dottorini (Idv) : “Non solo rincaro dei prezzo, anche il valore relativo alla dispersione idrica è pari a un terzo, con un costo derivante dall’acqua sprecata pari a 3,7 miliardi di euro ogni anno. Un dato che, sommato a quello relativo alla dispersione idrica (in Umbria sarebbe pari al 37 per cento), fa entrare l’Umbria nel podio poco invidiabile delle regioni con la dispersione idrica e con le tariffe per il servizio idrico tra le più alte d’Italia. Con l’introduzione della tariffa unica regionale che rischia di non essere affatto risolutiva, facendo piuttosto gravare i costi delle gestioni più arretrate su tutti gli altri. La realtà è che abbiamo messo il nostro servizio idrico nelle mani di soggetti privati che lo gestiscono con gli stessi difetti del pubblico, ma con la necessità in più di fare cassa. Quindi abbiamo apparati dirigenziali abnormi, meccanismi burocratici incoerenti, con posizione delle tariffe tutt’altro che comprensibile all’utente medio”.

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A cercare di spiegare la situazione l’assessore regionale Silvano Rometti: “Relativamente al costo dell’acqua nella nostra regione, secondo i dati del ministero e dell’Agenzia per l’energia e per il gas, ente competente sulle tariffe, potremmo dire che l’Umbria è a metà classifica rispetto alle regioni del nostro Paese. Dobbiamo tenere conto che l’Umbria negli ultimi anni ha realizzato interventi strutturali enormi: sono stati rinnovati otto sistemi acquedottistici, tra cui Montedoglio, la Pasquarella e il lago Trasimeno e Bastia. Sul costo dei servizi dobbiamo considerare un altro aspetto: un conto è distribuire acqua a novecentomila abitanti di un quartiere di una grande città, altro conto è distribuire acqua a novecentomila persone diffuse nel territorio regionale, molto spesso su centri che sono ubicati in altura, che hanno bisogno dell’energia elettrica per poter essere riforniti, e quindi il costo energetico per i nostri acquedotti, mediamente, è abbastanza alto”.

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