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Dossier Umbra Acque - Siamo rimasti (quasi) a secco: i dati sulle sorgenti e i territori più colpiti: -50% di piogge

Umbra Acque nel corso di questi mesi nonostante il grave deficit di precipitazioni e la conseguente riduzione delle portate idriche disponibili, è riuscita comunque a garantire con continuità l’approvvigionamento idropotabile in tutto il territorio gestito

"La fase di esaurimento delle principali riserve idriche si sta prolungando ben oltre il termine dell’estate". E' questo uno dei passaggi più preoccupanti della relazione-bilancio elaborata da Umbra Acque - gestrice del servizio idrico per un bacino di 500mila utenti in Umbria - che è stata presentata e discussa durante l'audizione alla Camera dei Deputati su emergenza idrica in Italia. La delegazione "umbra" era composta al presidente di Umbra Acque Gianluca Carini, dall'amministratrice delegata Tiziana Buonfiglio, il vice-presidente Fabrizio Burini e Renzo Patacca, responsabile degli investimenti.

Le piogge di settembre e ottobre, stando al dossier Umbra Acque, hanno soltanto in piccola parte alleviato la crisi delle sorgenti e dei bacini di casa nostra: "Le piogge di settembre 2017 sono state il primo evento sopra la media su tutto il territorio regionale dall’ottobre del 2016, ma hanno comportato solamente modesti miglioramenti delle disponibilità idriche, in parte vanificati dal perdurare delle condizioni di secco delle ultime tre settimane". Tutto questo è confermato dai dati, monitorati quotidianamente, su sorgenti e pozzi: trend negativo per Sorgente Bagnara e Scirca, male anche i pozzi della Pasquarella: "Le risorse più pregiate, poste in ambiti morfologici montuoso-collinari ed alimentate dagli acquiferi carbonatici, presentano livelli di falda e portate naturali in costante calo e spesso critici (valori ai minimi storici per i campi pozzi di Pasquarella e del Subasio, nonché per la sorgente Scirca)".

E ancora: "Le risorse idriche minori, che riforniscono locali acquedotti non collegati ai principali assi di adduzione, sono entrate in crisi già dalla primavera ed hanno registrato un modesto recupero delle riserve con le piogge di settembre, ma tale da non garantire sufficiente autonomia ai relativi sistemi per i prossimi mesi". La situazione è migliore - e questo vuol dire stare nelle medie del periodo - solo per quanto riguarda i campi pozzi ubicati sulle pianure alluvionali dei principali corsi d’acqua (Piosina e Riosecco nella Alta Valle del Tevere, Petrignano e Cannara nella Valle Umbra)".

Dossier - Crisi Idrica in Umbria: dati allarmanti, ma c'è il Piano di Umbria Acque con interventi e investimenti
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La mappa dei territori dove la pioggia manca da tempo.

La scarsità di piogge sul territorio umbro gestito da Umbra Acque solo nell'ultimo anno è da considerarsi notevole. Meno 42% in Altotevere, meno 21 per cento in Alto Chiascio, meno 51 per cento Perugino-Trasimeno, meno 49 per cento in Media Valle del Tevere. "Il quadro quindi mostra una condizione di criticità diffusa con precipitazioni inferiori al 40/50% rispetto alla media del periodo, con l’eccezione della fascia appenninica, caratterizzata dalla presenza delle principali sorgenti che alimentano il sistema idrico gestito, con medie inferiori del 20 %".

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