Cronaca

Reddito di cittadinanza con il trucco: revocati già 450 assegni dopo i controlli dell'Inps, ma potrebbero essere molti di più

Pugno duro dell'ente previdenziale, il direttore Vitale: "In un contesto difficile come quello che stiamo vivendo, in piena pandemia, è particolarmente importante che le risorse economiche vengano utilizzate nel rispetto della legalità". Il 40% delle prestazioni potrebbe essere annullato

L'Inps a caccia di percettori del reddito di cittadinanza senza averne diritto: su 3.300 assegni mensili erogati dalla sede di Perugia, sono già 450 quelli revocati. E il direttore dell'ente previdenziale di Perugia Fabio Vitale ricorda: "In un contesto difficile come quello che stiamo vivendo, in piena pandemia, è particolarmente importante che le risorse economiche vengano utilizzate nel rispetto della legalità".

La direzione regionale Umbria sta procedendo ad una revisione di tutti gli assegni di reddito o pensione di cittadinanza in pagamento nel territorio regionale. L’obiettivo è individuare tutti i casi di indebita percezione da parte di chi non ha diritto alla prestazione. Al 28 febbraio in Umbria erano circa 10.000 i nuclei familiari percettori, per un totale di oltre 21.000 persone coinvolte ed un importo medio mensile di circa 530 euro.

Per ottenere l'assegno mensile è necessario autocertifcare il possesso dei requisiti richiesti, alcuni dei quali riguardano fatti non accertabili immediatamente dall’Inps, quali ad esempio la residenza sul territorio italiano da almeno 10 anni o la corrispondenza tra il nucleo familiare dichiarato in Isee e quello presente in anagrafe comunale. Per questi requisiti l’Istituto procede ad una verifica successiva.

La sola sede di Perugia, con esclusione delle Agenzie, ha in carico circa 3.300 Redditi di Cittadinanza. Di questi, 450 sono già stati revocati. Si tratta di cittadini comunitari privi del requisito della residenza in Italia da almeno 10 anni. Il risultato è solo parziale in quanto i controlli sono in corso e riguardano tutti i requisiti per i quali è necessario procedere a verifica. La stima è che circa il 35-40% delle percezioni siano indebite e dunque dovranno essere revocate.

"Il reddito di cittadinanza, al pari di altre prestazioni assistenziali, è una misura utile per sostenere chi ne ha bisogno ma non deve essere abusata - ha ricordato il direttore Fabio Vitale - Il nostro impegno in questa direzione sarà massimo, in sinergia con tutti gli altri attori istituzionali coinvolti".

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