Martedì, 19 Ottobre 2021
Cronaca

Recovery Plan, Minelli e Viventi contro il sindaco: "Sul futuro di Gualdo zero partecipazione. Altro che uniti ce la faremo"

I consiglieri comunali parlano di due pesi e due misure in fatto di partecipazione secondo l'amministrazione comunale e il Partito Democratico

Due pesi e due misure. Ne sono convinti i consiglieri comunali di centrodestra di Gualdo Tadino, Viventi e Minelli, dopo gli ultimi fatti di politica che hanno segnato la città. Nel mirino il sindaco Presciutti e il Pd; quest'ultimo ha attaccato più volte la Regione perchè non ha un progetto dell'Umbria e perchè non coinvolge i territori, Gualdo in primis, nel rilancio dell'Umbria (vedi ospedale Calai ma anche della questione Rocchetta). Peccato però, secondo i consiglieri di minoranza, che quando bisogna programmare a livello locale, anche grandi opere, l'amministrazione Presciutti non sia così' inclusiva come invece pretende dalla Presidente Tesei: "Il Comune presenta un Recovery Plan.

Un documento come al solito buttato alla stampa per essere “il primo della classe”, quando appare evidente la necessità di mettere a punto una progettualità condivisa, non solo con chi non è della stessa parte politica, ma anche con un territorio, quello che contraddistingue l’intero comprensorio, che ha urgente bisogno di coesione e di una visione d’assieme, che non getti in pasto alla gente il solito campanilismo a cui abbiamo assistito nelle ultime settimane". E ancora: "Del dossier Recovery Plan, ne prendiamo atto, ancora una volta, dai social network. Nessun cenno a questo presunto strumento (sulla carta oseremmo dire fondamentale per le sorti della città nei prossimi anni) durante l’ultima seduta del Consiglio Comunale".

Minelli e Viventi, dopo aver ricordato che Gualdo Tadino sta vivendo da prima della pandemia una delle crisi economiche più gravi dal dopoguerra, hanno chiesto ancora una volta scelte condivise: "Se invece di disprezzare qualsiasi uscita, invece di dispregiare qualsiasi nostro contributo con le sue battutine quotidiane nei suoi post su Facebook, come se fossimo dei dilettanti che remano contro la nostra Città, fosse più collaborativo ed anche intellettualmente onesto nelle sue azioni, allora, forse si potrebbe creare quel clima per cui dire effettivamente “tutti uniti ce la faremo”.

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