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Calano i reati a Perugia: giù furti e rapine, ma crescono le truffe informatiche, i danneggiamenti e le auto bruciate

Il bilancio del Comando provinciale dell'Arma dei Carabinieri. E sulla mafia: "L'Umbria è una terra sana, ma non bisogna abbassare mai la guardia"

Calano gli omicidi (da 3 a 2 nel 2019), ma crescono i tentati omicidi (da 4 a 7), non si registrano infanticidi, diminuiscono i furti (da 9.308 a 8.770), ma crescono le frodi informatiche (da 1.431 a 1.600), i danneggiamenti (da 2.194 a 2.205). Sono i dati più significativi dell’attività del Comando provinciale di Perugia dell’Arma dei Carabinieri nel periodo 1 gennaio-9 dicembre 2019.

I dati sono stati forniti dal colonnello Giovanni Fabi, Comandante Provinciale dei Carabinieri di Perugia, nel corso di un incontro con la stampa in occasione delle festività natalizie.

Oltre a soffermarsi sul proficuo rapporto di collaborazione tra giornalisti e Arma dei Carabinieri, il colonnello Fabi ha voluto ribadire che il numero dei reati denunciati è diminuito, da 23.079 del 2018 a 21.298 nel 2019, mentre i delitti perseguiti dall’Arma sono passati da 17.865 nel 2018 (77,4%) a 17.566 nel 2019 (82,4%) “frutto di una presenza più capillare sul territorio dell’Arma”.

Di fronte ai recenti episodi di cronaca relativi ai furti nelle abitazioni, il colonnello Fabi ha ribadito che esiste “una differenza tra sicurezza percepita e sicurezza reale e quest’ultima attesta una diminuzione dei furti”. Quanto alla situazione di emergenza attuale ha detto anche che si “sta approntando un piano di contrasto grazie ad un miglior coordinamento tra le Stazioni dell’Arma e la richiesta di rinforzi”. Fermo restando che i cittadini devono provvedere ad aumentare le misure di sicurezza passiva: porte blindate, grate alle finestre, controllo di vicinato, allarme, videosorveglianza intelligente per la lettura delle targhe auto e dei volti, chiedendo ai Comuni maggiore illuminazione.

Il colonnello Fabi si è soffermato anche sulla recente operazione della Polizia a contrasto dell’infiltrazione mafiosa in Umbria. Dopo aver espresso il plauso alla Polizia per l’operazione, Fabi ha voluto sottolineare che “la criminalità organizzata è una minaccia reale, una malattia letale per la società e l’economia, ma in Umbria prova a mettere radici senza riuscirci. Certo provoca danni come nel caso di questa operazione o come in occasione di Apogeo – ha avvertito – Sfrutta le situazioni di crisi economica per riciclare gli enormi proventi del traffico di droga. In Umbria, però, i tentativi di estorsione non producono paura, ma denunce. Quindi non dipingiamo l’Umbria come il centro di tutti i mali del mondo. Bisogna voler bene a Perugia e all’Umbria, schermarsi dai pericoli e denunciare sempre qualsiasi tentativo di infiltrazione”.


I dati dell'attività del Comando provinciale dell'Arma dei Carabinieri

dati Carabinieri Perugia-2

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