Rapporto riciclo 2012, replica Rometti: "In Umbria la differenziata cresce"

L'Assessore Rometti commenta le notizie sul rapporto "L'Italia del Riciclo 2012", presentato da FISE-UNIRE, che assegna all'Umbria un 63% di rifiuti smaltiti in discarica

"Il dato che colloca l’Umbria fra le regioni che maggiormente ricorrono allo smaltimento dei rifiuti  in discarica è viziato dal fatto che si riferisce al totale della produzione regionale dei rifiuti, comprendendo quindi anche i rifiuti speciali prodotti dalle aziende  che da soli rappresentano i 3/4 del totale dei rifiuti prodotti in Umbria”.

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Risponde così l’assessore regionale all’ambiente, Silvano Rometti, commentando le notizie relative al rapporto “L’Italia del Riciclo 2012”, presentato da FISE-UNIRE, che assegna all’Umbria un 63% di rifiuti smaltiti in  discarica.  
 
Il 23% dei rifiuti prodotti da acciaierie Terni- “Va segnalato – prosegue Rometti – che circa il 23% dei rifiuti speciali, secondo il Rapporto ISPRA,  è prodotto dalla Acciai Speciali Terni. L’azienda dispone di una propria discarica di servizio nella quale vengono conferite circa 500 mila tonnellate all’anno di rifiuti: un dato che sostanzialmente coincide col totale dei rifiuti urbani prodotti annualmente. Le strategie attuative del Piano Regionale dei rifiuti – ha proseguito -  stanno dando ottimi risultati per quanto riguarda l’invio a recupero dei rifiuti urbani. Ormai il livello medio di raccolta differenziata in Umbria si attesta tra il 45 e il 50%.

Il tema dei rifiuti speciali: cosa si può fare?- Poco si  può fare invece – sostiene l’assessore – sul ciclo di gestione dei rifiuti speciali,  il cui prevalente sistema di smaltimento, viste le tecnologie a disposizione, rimane la discarica.  Da parte nostra – ha detto Rometti - c’è l’impegno di creare condizioni utili allo sviluppo di attività imprenditoriali finalizzate al recupero di questa tipologia di rifiuti,  ma la Regione non può intervenire sulle  scelte singolarmente operate  dalle aziende per smaltire i propri rifiuti alle migliori condizioni di mercato. Comunque  – ha concluso, così come sancito dal Piano regionale – non ci saranno nuove discariche oltre a quelle esistenti, tre delle quali sono state recentemente ampliate  in base alle esigenze di smaltimento dei rifiuti urbani nei prossimi anni ed altrettante verranno  chiuse all’ormai prossimo completamento delle volumetrie utilizzate”.

 

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