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Blitz di carabinieri e polizia, il rapinatore nascosto nell'armadio del complice: "Giocavo a nascondino"

I particolari dell'operazione congiunta di Carabinieri e Polizia di Stato che ha portato al fermo di indiziato di delitto un campano 51enne e alla denuncia a piede libero del suo complice, un 39enne di Assisi

"Stavo giocando a nascondino con i bambini". E' stata questa la "giustificazione" del 51enne campano, sottoposto a fermo di indiziato di delitto per due rapine, al momento del blitz di Carabinieri e Polizia. L'uomo, senza precedenti fino a quel momento, si era infatti nascosto all'interno dell'armadio dell'abitazione, ospite del complice di Assisi che viveva con la compagna e i loro figli. Poco prima di entrare in azione per la perquisizione, le forze dell'ordine avevano notato che dal terrazzo di casa c'era un uomo intento a fumare, ma quando sono entrati nell'appartamento hanno trovato solo la donna, compagna del 39enne denunciato a piede libero. Anche lui incensurato, nel corso dell'interrogatorio ammetterà le proprie responsabilità.

Due rapine con la pistola in pochi giorni, 51enne catturato: 'preso' anche il complice

Le indagini, come sottolineato questa mattina nel corso della conferenza stampa in Questura, sono state condotte in sinergia tra gli uomini della Squadra Mobile di Perugia guidata dal vice questore Carmelo Alba,  il Commissariato di Polizia di Assisi al comando del vice questore aggiunto Francesca Domenica Di Luca e i carabinieri della Stazione di Ponte San Giovanni, capitanati dal maresciallo Mirco Fringuello. "Un'azione strategica conclusa nel giro di pochi giorni".

Il tenente colonnello Marco Sivori, durante la conferenza con i giornalisti, ha voluto sottolineare l'importanza di questa sinergia: "Lottiamo sul campo per lo stesso obiettivo e con lo stesso spirito cerchiamo di arginare e reprimere fenomeni come questi. Le rapine e i reati predatori sono estremamente fastidiosi per chi li subisce".

LE INDAGINI Grazie all'ausilio del sistema di videosorveglianza presenti nei pressi del supermercato Emi e del centro commerciale, viene immortalato un uomo altro, 1,85 circa e vestito di scuro, che si aggira nel parcheggio senza uno scopo preciso. Poco dopo entrerà in azione, puntando una pistola Beretta semiautomatica (finta, ma perfettamente identica all'orginale) contro una donna di 70 anni, rapinandola dell'auto, dei soldi e del suo telefonino. Le telecamere inquadrano la via di fuga dell'auto che imbocca la strada Tiberina Nord e poi lo svincolo di Ponte Felcino lungo la E45. La stessa sera della prima rapina, avvenuta il 18 giugno a Ponte Felcino, il Commissariato di Assisi ritroverà la vettura sottratta alla signora e parcheggiata a Bastia. Nel corso della seconda rapina del 3 luglio al Penny Market, ecco che le telecamere inquadreranno nuovamente il rapinatore salire in tutto fretta in un'Audi poi risultata intestata alla compagna del suo complice. Grazie al successivo servizio di appostamento e alla perquisizione scattata in casa del 39enne, carabinieri e polizia hanno stretto il cerchio e fermato anche il rapinatore, nascosto nell'armadio. 

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