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Rapine con il coltello e furti a raffica, preso e incarcerato l'incubo di via XX Settembre

Fermato un 44enne con diversi precedenti, il giudice non crede alla sua versione e lo manda a Capanne

Due rapine (una con il coltello) e un furto con destrezza tra via XX Settembre e la stazione di Fontivegge. Sono le imprese criminali, compiute tra metà gennaio e i primi di febbraio, che hanno portato tra le mura di Capanne un tunisino di 44 anni, già conosciuto alle forze dell’ordine.

L’uomo è stato arrestato dagli agenti della Questura di Perugia il 5 febbraio e oggi, difeso dall’avvocato Donatella Panzarola, è comparso davanti al giudice per l’udienza di convalida, nel corso della quale ha negato le rapine, ammettendo di aver preso il cellulare dalla borsa di una ragazza appena scesa dal treno. Visto che il giudice ha convalidato l’arresto e disposto la misura cautelare in cella, deve aver valutato gli elementi raccolti dalla polizia molto più compromettenti delle dichiarazioni autoscagionanti dell’uomo.

Secondo la ricostruzione degli investigatori l’arrestato, a metà gennaio, avrebbe preso una borsa portacomputer da un’auto ferma in via XX Settembre. Il proprietario di auto e computer avrebbe visto l’uomo allontanarsi con il malloppo e l’avrebbe inseguito, riuscendo anche a recuperare la refurtiva. Agli agenti aveva fornito una descrizione precisa dell’uomo. Ed erano iniziate le ricerche.

Un paio di giorni dopo, sempre in zona, una donna che si trovava in auto era stata minacciata con un coltello e alleggerita della borsa (ritrovata poi abbandonata e svuotata nel parco nelle vicinanze) attraverso il finestrino della vettura.

Gli investigatori avevano acquisito la testimonianza della vittima e anche le immagini delle telecamere di sorveglianza che si trovano nella zona, dando un volto al presunto autore delle rapine: appunto il 44enne tunisino, senza fissa dimora e già gravato da precedenti per reati contro il patrimonio.

A caccia in corso arrivava una chiamata per il furto di un cellulare ad una passeggera appena scesa dal treno alla stazione di Fontivegge. Una volta raggiunta la stazione e sentita la vittima, gli agenti ipotizzavano che l’autore del furto potesse essere proprio l’uomo che cercavano. Ed un’ora dopo lo rintracciavano, lo inseguivano e fermavano in via Cortonese con ancora nelle tasche il telefono rubato alla donna.

L’epilogo in tribunale con la convalida dell’arresto per duplice rapina e furto con destrezza.

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