Lunedì, 18 Ottobre 2021
Cronaca

Minore picchiato con una bottiglia e rapinato in centro storico, condannato uno degli aggressori

Il giudice infligge 3 anni e 4 mesi. I due complici avevano scelto l'abbreviato ed erano stati sanzionati con una pena di 3 anni

Tre anni e 4 mesi di reclusione per aver rapinato e picchiato un minorenne l’11 giugno del 2020 in centro storico a Perugia. È questa la sentenza emessa dal giudice Narducci a carico di un 20enne, straniero, ma nato in Italia, con piccoli precedenti e, non tenuto in considerazione, una certificazione di disturbo del comportamento e diverse visite al Centro di salute mentale. Gli altri due complici della rapina sono state condannati a 3 anni con il rito abbreviato alcuni mesi fa.

I tre erano accusati di rapina aggravata e lesioni per aver aggredito, l’11 giugno scorso in piazza Morlacchi, un minorenne che stava riprendendo il motorino dopo aver trascorso il pomeriggio in centro storico. I tre, come ricostruito dalla Polizia, era stato avvicinato dal trio, spinto contro il muro, picchiato e colpito anche con una bottiglia per rubargli 80 euro. Il giovane aveva resistito e i tre non erano riusciti a rubargli la catenina. La vittima aveva riportato ferite e tagli alla testa.

Grazie ai testimoni oculari e alle immagini delle telecamere di sicurezza, i tre erano stati identificati e arrestati un mese e mezzo dopo. Tutti e tre hanno precedenti di polizia per reati contro il patrimonio e per altro.

Su richiesta della Procura perugina, il giudice per le indagini preliminari aveva disposto la misura cautelare degli arresti domiciliari con applicazione del braccialetto elettronico per tutti e tre i giovani, valutando la pericolosità sociale se fossero rimasti in circolazione liberamente.

Due dei tre imputati, come detto hanno scelto l’abbreviato e sono stati giudicati. Il terzo, difeso dagli avvocati Fulvio Carlo Maiorca e Anna Giulia Arena, aveva scelto il rito ordinario, puntando sulla richiesta di una perizia psichiatrica per accertare la capacità di stare in giudizio e di intendere e volere del giovane. Per rafforzare tale richiesta la difesa ha depositato la documentazione un disturbo dell’attenzione, diagnosticato in età minorile, e la richiesta del medico di famiglia di visita specialistica al Centro di salute mentale.

Il giudice ha ritenuto non valutare queste richieste e giudicato il giovane responsabile della rapina, emettendo la condanna a 3 anni e 4 mesi.

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