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Cronaca

Rapina la banca con coltello in ceramica e mascherina chirurgica: condannato

L'uomo aveva tentato di sfuggire ai Carabinieri gettandosi in mezzo ai rovi e lasciando cadere la refurtiva

Tre anni e otto mesi di reclusione e conferma dell’applicazione della recidiva per rapina aggravata. È quanto confermato dalla Corte d’appello nei confronti di un “soggetto gravato da numerosi precedenti per reati gravi e specifici con uso di violenza o minaccia e già sottoposto a detenzione per un considerevole periodo”.

Secondo i giudici di appello “la nuova reiterazione specifica e le modalità del fatto (rapina ai danni di una banca aggravata dall’uso di un coltello in ceramica – come tale non rilevabile dal metal detector – e dal travisamento dato dall’uso di un cappello e di una mascherina FFP2) denotano una spiccata propensione a delinquere con padronanza nell’esecuzione del reato”.

L’imputato, inoltre, non può usufruire delle attenuanti per “le problematiche di salute dell’imputato” in quanto “preesistenti alla commissione del reato”, cioè la malattia non gli ha impedito di compiere la rapina e il suo comportamento processuale e collaborativo nel recupero della refurtiva è stato quasi nullo.

I Carabinieri lo avevano subito rintracciato dopo la rapina ai danni della filiale di via Monte Peglia dell'Unicredit ad Orvieto che aveva fruttato circa 30mila euro.

Alcuni cittadini avevano segnalato la presenza di un uomo alla ricerca della propria auto. Alla vista dei militari la persona era scappata lanciandosi in un roveto di spine, venendo però bloccato dai militari. L'esame delle immagini del sistema di video sorveglianza dell'agenzia di credito avevano portato gli investigatori e ritenere che si trattasse del presunto autore del colpo. Il denaro frutto della rapina era stato recuperato nei rovi.

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