Venerdì, 19 Luglio 2024
Cronaca

Sequestrato e legato mani e piedi per un debito di droga: due rinvii a giudizio e due assoluzioni

Condannato anche il giovane rapito per chiedere un riscatto ai genitori. Una complice dello spaccio patteggia

Sequestrato e minacciato per debiti di droga dell’amico, ma in tribunale emerge un’altra verità, con la persona offesa che diventa imputato per droga e il rapimento si disvela come fasullo. Tanto che i giudici hanno accolto un patteggiamento per una complice, rigettato due patteggiamenti per gli organizzatori del finto rapimento a scopo di estorsione (ritenuti troppo bassi come pena e quindi disposto il rinvio a giudizio) e sancito due assoluzioni nei confronti di due ragazzi che rischiavano 25 anni come promotori del tutto.

I due imputati assolti, difesi dagli avvocati Saschia Soli e Lucia Simona Fratini, erano stati arrestati e poi finiti sotto processo con l’accusa di sequestro di persona a scopo di estorsione, estorsione aggravata, detenzione di armi e detenzione a fini di spaccio di sostanza stupefacente.

Le indagini erano iniziate il 6 gennaio quando il padre di altro giovane aveva scritto alla madre sui social di trovarsi in pericolo, rapito, minacciato con una pistola, legato mani e piedi. Il giovane chiedeva alla madre di recuperare 12mila euro per pagare un riscatto e coprire dei debiti di droga. La donna non aveva la disponibilità di tanto denaro, ma i sequestratori insistevano, abbassando la richiesta a 9.000 euro. Il padre del ragazzo, disperato, si rivolgeva ai Carabinieri di Ponte San Giovanni per sporgere denuncia, ancor più spaventato dalle foto che erano state inviate dal cellulare del figlio alla moglie, che lo ritraevano in ginocchio, su di un prato, con le mani e le caviglie legate. Foto che erano state inviate anche alla fidanzata del giovane, insieme con messaggi vocali con i quali i sequestratori chiedevano di non avvisare le forze dell’ordine.

Il rapimento sarebbe stato attuato dai due arrestati perché un amico del giovane (condannato in via definita per l’omicidio di Filippo Limini nel parcheggio di una discoteca a Bastia Umbra a Ferragosto del 2020) aveva acquistato nel tempo 1 chilo e mezzo di hashish e quando era stato il momento di saldare aveva consegnato del denaro falso, per poi scappare con una amica. Episodio avvenuto il 5 gennaio del 2022. Il giovane rapito veniva liberato dopo qualche ora e rintracciato da una pattuglia nei pressi di un centro commerciale di Perugia, molto scosso, ma incolume.

I Carabinieri rintracciavano tutti i protagonisti della vicenda, oltre ai due arrestati, denunciando altre due persone, difese dagli avvocati Vincenzo Bochicchio e Donatella Panzarola, che sono state rinviate a giudizio. Nei guai anche una ragazza, difesa dall’avvocato Silvia Terradura, che si sarebbe prestata a spacciare droga, patteggiando 1 anno e mezzo di reclusione.

Al termine del dibattimento, però, è emerso che il rapimento non sarebbe stato vero, visto che i due principali accusati di tale reato sono stati assolti, mentre il giovane sequestrato è stato condannato per spaccio di droga a 2 anni, avendo acquistato stupefacente, in un primo momento necessario a ripagare il debito prendendo la droga da un 27enne di Perugia, per il quale il giudice ha respinto i patteggiamento, consegnando circa 2 chilogrammi di hashish a chi lo avrebbe rapito.

Avvocate Lucia Simona Fratini e Saschia Soli

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