Randagismo: l'Enpa perugia risponde al Wwf: "Ecco i nostri numeri: basta critiche"

"In questi giorni, veniamo bersagliati con affermazioni ingiuste, non motivate, alle quali ci sentiamo in dovere, verso noi stessi, verso tutti gli amanti degli animali e soprattutto verso i circa 600 soci"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PerugiaToday

Tante cose vengono dette sul nostro conto e nella quasi totalità sono positive. A volte invece, come sta succedendo in questi giorni, veniamo bersagliati con affermazioni ingiuste, non motivate, alle quali ci sentiamo in dovere, verso noi stessi, verso tutti gli amanti degli animali e soprattutto verso i circa 600 soci della sezione, di rispondere. Innanzitutto, dal momento che si fa un gran parlare di trasparenza, vogliamo ribadire ancora una volta che tutto quanto concerne l'attività di gestione del nostro Rifugio è documentato sottoforma di relazioni che vengono periodicamente spedite al Comune di Perugia e che sono liberamente accessibili a chiunque ne faccia richiesta.
Per chi non lo sapesse, la Sezione ENPA di Perugia ha in gestione il Canile Comunale, che è costituito da due strutture: il canile ASL (o sanitario) e il Rifugio.

La sezione sanitaria, sempre gestita da ENPA, non solo per la parte pulizia e alimentazione, ma anche per tutte le attività che possono essere attivate all'interno, ivi compreso il famoso progetto "RandAgiamo" (che non potrebbe essere svolto se il gestore non volesse e che non è a titolo gratuito perché finanziato dalla Regione), effettua anche adozioni dirette con personale non volontario ma stipendiato, che lo fa come compito istituzionale.

Tali strutture hanno compiti diversi ma complementari e, pur se ubicate a qualche centinaio di metri di distanza, fanno entrambe capo ad una stessa organizzazione. Le due sezioni non operano in contrapposizione o in concorrenza, operano insieme per il bene degli animali e per la riduzione del fenomeno del Randagismo.

La ASL ed in particolare la dott.ssa Mancini lo sanno bene e lo dovrebbero confermare perché è questo che anni fa ci eravamo prefissati ed è questo che abbiamo ottenuto: riduzione delle entrate e riduzione delle presenze in canile. Per la sezione sanitaria è più facile dare i cani in adozione perché gli stessi entrano direttamente al canile sanitario (noi siamo stati diffidati ad accettare cani) e vengono fatti uscire attraverso l'affido temporaneo, che diventa definitivo dopo due mesi.

I cani che non riescono ad essere affidati vengono inviati dalla stessa ASL al nostro Rifugio e generalmente si tratta di soggetti adulti, anziani o, a volte, con problematiche comportamentali. Proprio per favorire l'adozione di cani adulti e/o anziani, abbiamo attivato il Progetto "Adotta un nonno a 4 zampe", grazie al quale chi adotta un cane che abbia 6 o più anni di età riceve assistenza veterinaria gratuita presso il nostro Ambulatorio per tutta la vita dell'animale, in quanto le spese vengono sostenute da noi. In soli tre mesi, con questo Progetto, hanno trovato casa 8 "nonni", alcuni dei quali cardiopatici e quindi difficilmente adottabili. Siamo pienamente d'accordo, come potremmo non esserlo, che tutti dovrebbero trovare una famiglia, ma che sia una famiglia adatta, una famiglia per la vita. Questo è quello che ENPA persegue attraverso il Progetto nazionale "Tutti a casa", che mira non a "svuotare i canili", frase molto brutta, ma ad assegnare un amico per la vita alla persona giusta.

Occorre poi precisare che ENPA gestisce entrambe le strutture (sanitario e Rifugio) in virtù di una convenzione con il Comune, che prevede per tale servizio un corrispettivo di certo non "cospicuo" e che non dipende dal numero di cani ospitati nella struttura (non aumenta, cioè, all'aumentare del numero di cani presenti). Pertanto, volendo ridurre l'argomento adozioni ad una mera questione monetaria, è chiaro che la convenienza per noi stia nell'affidare quanti più cani possibile, in modo da avere più risorse per quelli ancora ospitati, e non il contrario! Non dimentichiamo poi che il nostro Rifugio attualmente ospita anche circa 150 gatti, 3 cavalli, 2 caprotti e 25 cani sequestrati ai quali provvediamo con risorse nostre. Dopo la discutibile indagine effettuata dalle Guardie WWF, le stesse hanno reso noti solo i dati relativi al canile sanitario come entità staccata dal Rifugio, quindi è giusto far sapere ai nostri soci anche i dati relativi a quest'ultimo.

Negli ultimi tre anni la media dei cani dati in adozione, rispetto alle entrate, dalla sezione Rifugio del canile comunale di Perugia è pari al 90,11% e, dato molto importante, il 53,44% sono cani adulti. Comunque, visto che i dati aggregati infastidiscono, precisiamo che nel 2015 la nostra percentuale di affido è stata dell'87,3% e il 36,4% dei cani affidati erano adulti. Inoltre abbiamo fatto adottare, fungendo da tramite, altri 39 cuccioli di proprietà senza mai farli entrare nel Rifugio e quindi risparmiando ulteriori risorse.

La suddetta percentuale, già di per sé significativa, è solo di poco inferiore a quella dell'anno precedente: infatti nel 2014 abbiamo avuto il 90,4% degli affidi (71,3% adulti) più 18 cuccioli di proprietà mai entrati al Rifugio. Nel 2013 il 92,6% degli affidi (47% adulti) più 26 cuccioli non entrati in Rifugio ma regolarmente chippati. In questi ultimi tre anni c'è stato un netto miglioramento nella gestione del Randagismo: meno entrate, più cani restituiti ai proprietari, più adozioni, sia presso la sezione sanitaria che quella Rifugio, quindi la gestione del Canile Comunale nel suo complesso, non solo quella della sezione sanitaria, è da ritenersi più che soddisfacente.

Per concludere, il nostro Rifugio è aperto al pubblico quindi chiunque può visitarlo e vedere con i propri occhi il nostro incessante lavoro per trovare una casa ai nostri animali e per rendere più serena l'esistenza di quelli che sono ancora in attesa.

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