Cronaca

Ragazzo morto, colpita con pugni o con un bastone? Giovedì la visita medico legale per le lesioni dell'indagata

Per il legale della famiglia non ci sono mai stati un bastone o una mazza. Venerdì gli accertamenti sui telefoni. Domani i funerali a Bastia Umbra

Pineiro Reis Duarte Hudson, la transessuale indagata per la morte di Samuele De Paoli, sarà visitata dal medico legale Sergio Scalise Pantuso giovedì alle ore 9. Il perito è chiamato a valutare le lesioni riportate dall’indagata dopo la lite con il giovane, poi trovato morto in una via di campagna a Sant’Andrea delle Fratte.

La trans ha riportato la frattura di quattro costole e diverse contusioni al volto. Nella sua deposizione ha affermato di aver litigato con il giovane, che questi l’ha colpito con pugni e con un bastone. I segni sulle mani della vittima sono compatibili con dei pugni sferrati con violenza, ma potrebbero esserci segni anche dell’utilizzo di un bastone o una mazza.

Gli investigatori della Squadra mobile, diretti da Gianluca Boiano, però hanno setacciato l’area e non hanno trovato bastoni, rami o altri oggetti che potrebbero essere stati utilizzati nel corso del litigio. Le lesioni alle costole potrebbero far ipotizzare anche che l’indagata, una volta caduta a terra, all’esterno dell’auto, sia stata raggiunta da alcuni calci.

La lite sarebbe iniziata in auto, lo dimostrerebbero le tracce di sangue trovate nella Panda e una ciocca di capelli della trans. I due si sarebbero spostati all’esterno, cadendo nel fosso, dal quale l’indagata si sarebbe allontanata, mentre Samuele non ne sarebbe uscito. Nella sua deposizione la trans ha ripetuto di averlo lasciato vivo, che chiedeva aiuto, ma di essere scappata per la paura.

Il difensore della famiglia del giovane, l’avvocato Valter Biscotti, ritiene che la ricostruzione dell’indagata sia finalizzata alla difesa e che nasconda qualcosa visto che non c’è nessuna traccia di bastoni o mazze e l’aver lasciato il giovane vivo, senza chiamare i soccorsi sarebbe meno rilevante, penalmente, di un omicidio colposo.

Ricostruzione falsata anche dalla dichiarazione della presenza di una terza persona. “Il terzo uomo non c’è se non la persona che ha accompagnato la mia assistita e poi l’ha riportata a casa – dice l’avvocato Francesco Gatti, difensore dell’indagata – Giovedì la mia assistita sarà visitata dal medico legale nominato dalla Procura, Sergio Scalise Pantuso insieme con i consulenti di parte Annamaria Verdelli”. La famiglia della vittima ha nominato il dottor Antonio Galzerano.

Venerdì si svolgerà l’affidamento della perizia sui cellulari dell’indagata (due schede sim) e della vittima (un telefono). Dai tabulati dovrebbero emergere spostamenti, tramite l’aggancio alle celle telefoniche e le comunicazioni intercorse negli orari del delitto, comprese quelle con la fantomatica terza persona che nulla avrebbe a che fare con gli eventi.

Dalle telecamere di sorveglianza, al momento, non è emerso null’altro se non le immagini in cui si vede l’indagata salire sull’auto della vittima per dirigersi nel luogo appartato, alla periferia di Perugia, dove è avvenuta la tragedia.

Si terranno domani a Bastia Umbra, infine, i funerali di Samuele De Paolo, in forma strettamente privata. Secondo i primi rilievi dell'autopsia, il giovane sarebbe morto a causa della compressione del nervo vago, come dimostrano i segni della mano dell'indagata sul collo della vittima.

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