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Firmano la presenza e poi vanno via intascando 116 euro di gettone: petizione contro i politici furbetti

Da metà aprile scatta la petizione popolare per vincolare il gettone di presenza dei consiglieri comunali alla loro presenza effettiva e continuativa in consigli e commissione

Quei furbetti del gettote di presenza al Comune di Perugia non sono leggenda o storie per alimentare l'antipolitica. Ma sono sempre esistiti ed esistono ancora. Chi frequenta Palazzo dei Priori ha visto benissimo consiglieri entrare in commissione, firmare la presenza, e poi dopo due-tre minuti andarsene via zitto-zitto. Magari facendo finta di andare a fumare una sigaretta o di fare una chiamata urgente. Meno frequente ma fenomeno ben visibile anche per le sedute del consiglio comunale. 

Marcare la presenza e poco dopo andarsene equivale ad un gettone importante: 116 euro lordi. Non male. Ora però dalle chiacchiere da bar si può passare direttamente ad un'azione concreta per bloccare i furbetti del consiglio comunale. I radicali di Perugia hanno lanciato la petizione che partirà - con tanto di banchetti - dalla seconda metà del mese di aprile. 

"Radicaliperugia.org lancia una petizione popolare secondo quanto previsto dallo Statuto e dal regolamento per la partecipazione popolare - scrivono in una nota - per chiedere al Comune di Perugia, sulla scia di quanto già deliberato nel comune di Terni, che il gettone di presenza sia regolamentato in maniera differente vincolandone l’erogazione ad una effettiva presenza del consigliere alle sedute di Consiglio e Commissione. Attualmente infatti un consigliere può presenziare anche solo 1 minuto, giusto il tempo di mettere la propria firma, per maturare per intero il gettone di 116,20 euro".

Inoltre i radicali chiedono maggiore trasparenza per far partecipare sempre più cittadini alla massima assise cittadina: "A parte la meritoria registrazione video delle sedute del Consiglio, null’altro o poco si sa o si può sapere di quanto avviene a meno di non poter presenziare direttamente tra il pubblico. L’ordine del giorno, in base al quale uno potrebbe decidere se assistere o meno a una seduta, viene reso noto solo a giochi fatti, nessun verbale viene pubblicato, quanto all’attività delle commissioni dove peraltro avviene spesso il vero dibattito politico e dove sono possibili audizioni di soggetti esterni, nulla viene portato a conoscenza dei cittadini al di fuori di scarni resoconti all’interno della sezione delle notizie, mescolati e persi tra comunicati e appuntamenti.
Inoltre nulla si sa relativamente alle mozioni, ordini del giorno e interrogazioni dei consiglieri comunali: quale iter hanno seguito? Quali risposte sono state date?". 

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